CEREBRO: il Garante Privacy approva la DPIA per il sistema di indagini patrimoniali

Il Garante per la protezione dei dati personali ha approvato la Valutazione d’Impatto (DPIA) presentata dal Ministero dell’Interno per CEREBRO, un sistema di supporto per le indagini patrimoniali. Questa piattaforma centralizza l’acquisizione di informazioni da fonti esterne e l’elaborazione dei dati per mettere in luce patrimoni sproporzionati e di possibile origine illecita. Secondo l’Autorità, il sistema aderisce al Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR).

La DPIA aggiornata del Dipartimento di Pubblica Sicurezza chiarisce che con “web scraping” non si intende la raccolta massiva di dati, ma l’estrazione specifica da archivi selezionati. Inoltre, vengono previste specifiche misure per proteggere i diritti degli individui coinvolti. Queste includono un’informativa dedicata, nonché diritti di accesso, rettifica e cancellazione dei dati. Questa informativa sarà disponibile sul sito web della Polizia di Stato.

L’Autorità ha preso in considerazione le osservazioni emerse durante l’istruttoria e successive interazioni con il Dipartimento di Pubblica Sicurezza, ritenendo che il sistema sia in conformità con il GDPR. Questo rappresenta un importante passo avanti nel settore della protezione dei dati e nella lotta contro la criminalità finanziaria in Italia.

Si può concludere che il Garante per la protezione dei dati personali ha dato una valutazione positiva a CEREBRO, ritenendo che il sistema sia conforme alle normative sulla protezione dei dati e possa essere un valido strumento per le indagini patrimoniali. Nel contempo, sono state individuate e adottate misure appropriate per la tutela dei diritti degli interessati.

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