L’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti sul regime fiscale relativo ai compensi percepiti dai membri di commissioni e collegi nel suo interpello n. 307 del 9 dicembre. Stabilisce che quando non esiste un rapporto di subordinazione, ma l’incarico viene svolto nel contesto di un incarico predefinito e strutturato, questi compensi sono classificati come redditi assimilati al lavoro dipendente secondo l’art. 50, comma 1, lett. c-bis) del TUIR, e non come redditi diversi.
Nel caso in oggetto, un magistrato nominato presidente di un Collegio Consultivo Tecnico aveva un contratto autonomo. Tuttavia, il regolamento che disciplina la nomina permette a varie categorie professionali di poter accedere all’incarico, escludendo quindi il legame diretto con lo status di dipendente pubblico richiesto dall’art. 50, lett. b). L’Agenzia delle Entrate sostiene che poiché l’incarico presenta caratteristiche di continuità e compenso strutturato, i corrispettivi compensi devono essere tassati come redditi assimilati al lavoro dipendente, e non come redditi diversi.

