L’ente previdenziale italiano INPS ha annunciato che le aziende con la certificazione di parità di genere possono presentare richieste telematiche di esenzione dai contributi previdenziali fino al 30 aprile 2026. Questo annuncio è stato fatto in collaborazione con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e il Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri. Gli interessati possono accedere al modulo di domanda sul sito web dell’INPS.
L’esenzione, che non può superare l’1% o 50.000 euro all’anno, è prevista dall’articolo 5 della Legge n. 162/2021 per quei datori di lavoro privati che possiedono la “Certificazione della parità di genere”, emessa secondo le linee guida UNI/Pdr 125:2022. La data di emissione della certificazione non può essere successiva al 31 dicembre 2025.
Nel caso in cui le risorse a disposizione (50 milioni di euro all’anno) non siano sufficienti, l’esonero verrà proporzionalmente ridotto per tutti i beneficiari che hanno presentato una domanda potenzialmente ammissibile.
Una volta elaborati i moduli di domanda, le istanze a cui verrà riconosciuto l’esonero riceveranno il codice di autorizzazione “4R”, che indica che l’azienda è autorizzata all’esonero.
L’INPS chiarisce che quei datori di lavoro privati che hanno già presentato una domanda di esenzione e che detengono ancora la Certificazione della parità di genere non devono presentare una nuova domanda. L’esonero viene riconosciuto automaticamente per tutta la durata della certificazione, che è di 36 mesi.
La domanda deve includere informazioni specifiche come i dati identificativi del datore di lavoro, la retribuzione media mensile stimata durante il periodo di validità della certificazione, l’aliquota datoriale media stimata, la forza aziendale media stimata, e dettagli sulla “Certificazione della parità di genere”, compreso il codice alfanumerico del certificato e l’organizzazione che lo ha rilasciato.

