Supporto alla genitorialità: le disposizioni nella Legge di bilancio 2026

La Legge di Bilancio 2026 mette in atto diverse misure per promuovere una migliore conciliazione tra l’occupazione lavorativa e la vita familiare, con particolare attenzione alle madri lavoratrici. Le modifiche comprendono l’ampliamento del congedo parentale, sostegno per l’occupazione delle madri, prolungamento dei contratti di lavoro per le lavoratrici in congedo di maternità e un aumento del bonus per le madri lavoratrici.

Una delle misure riguarda il rafforzamento del congedo parentale. Per favorire la genitorialità e mantenere l’occupazione, il diritto al congedo parentale è ora esteso fino al 14esimo anno di età del bambino, superando il precedente limite di 12 anni. Il diritto al prolungamento del congedo parentale per i figli con disabilità viene ugualmente esteso a 14 anni. L’indennità economica per il congedo parentale viene portata al 30% della retribuzione. Queste misure si applicano anche ai casi di adozione e affidamento. Inoltre, i congedi per malattia dei figli di età superiore a tre anni sono stati aumentati da 5 a 10 giorni lavorativi all’anno.

La Legge di Bilancio contempla inoltre misure specifiche per incentivare l’occupazione delle madri. Ad esempio, l’assunzione di donne con almeno tre figli minori di 18 anni ne porta un esonero totale dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro. L’esonero dura per 12 mesi nel caso di contratti di lavoro a tempo determinato, 24 mesi per quelli a tempo indeterminato, e 18 mesi se il contratto passa ad indeterminato.

La legge favorisce ulteriormente l’occupazione femminile permettendo il prolungamento del contratto dei lavoratori temporanei assunti per sostituire le lavoratrici in congedo. Il contratto può ora essere prolungato per un periodo di affiancamento della lavoratrice sostituita fino al primo anno del bambino.

Infine, il bonus per le madri lavoratrici è stato aumentato da 40 a 60 euro mensili. Questo riguarda le madri con due figli o più che ricavano un reddito annuo inferiore a 40 mila euro. L’incremento vale per le lavoratrici madri con più di due figli e fino al mese di compimento del 18esimo anno del figlio più piccolo.

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