Società a ristretta base familiare: conti dei soci imputabili alla società

Con l’ordinanza n. 4743/2026, la Cassazione ha confermato la legittimità dell’accertamento fiscale basato sulle movimentazioni bancarie dei conti intestati ai soci in società a ristretta base familiare. In tali circostanze, l’Amministrazione finanziaria può attribuire queste operazioni alla società se i rapporti familiari e altri elementi concreti suggeriscono un’equivalenza tra gli interessi personali e quelli aziendali. La questione era relativa a una società composta da due soli soci, entrambi coniugi, accusata di aver ricevuto una notifica di accertamento per maggiori IRES, IRAP e IVA per l’anno 2007, sulla base delle transazioni effettuate tramite i loro conti bancari. La Corte non solo ha valorizzato il legame familiare, ma ha preso in considerazione l’entità, la frequenza e la sistematicità delle operazioni, spesso gestite in contanti. Tuttavia, ciò non implica una presunzione assoluta: la società ha ancora la possibilità di fornire prove contrarie, dimostrando che i fondi contestati appartengono unicamente alla sfera privata dei soci. L’ultima parte del contenuto non è rilevante e non è stata quindi inclusa nella sintesi.

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