Il Concordato preventivo biennale potrebbe subire delle modifiche per divenire un modello più flessibile e di durata maggiore. Tra le possibili opzioni in fase di analisi, si ipotizza un’estensione del periodo di adesione fino a quattro anni totali. Questo sarebbe realizzato attraverso l’implementazione di un meccanismo che, passato il primo biennio, prevederebbe un rinnovo automatico per un successivo periodo. Lo scopo è di rendere il percorso di adeguamento fiscale richiesto ai contribuenti più graduale e sostenibile, distribuendo gli aumenti del reddito concordato su un lasso di tempo più ampio.
In parallelo, sono in fase di valutazione correzioni ai criteri di calcolo del reddito. Questo è anche dovuto alla necessità di reagire alle previsioni macroeconomiche, che prevedono per il 2026 un aumento del Pil del 2,7%, e per il 2027 un incremento del 2,5%.
Una figura che continua a mantenere un ruolo di rilievo è quella degli Isa, che rimane fondamentale per determinare il livello di affidabilità fiscale e influenzare la quantità degli aumenti richiesti.
L’obiettivo della riforma è pertanto di incentivare l’adesione, ponendo le basi per un cammino progressivo verso l’osservanza totale delle norme fiscali.
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