L’ordinanza n. 5971/2026 della Corte di Cassazione ha ribadito la legittimità dell’estensione delle indagini bancarie ai conti intestati a persone della famiglia del contribuente, nel caso in cui esistano elementi gravi, precisi e concordanti che provino la loro sostanziale riferibilità al contribuente. Un esempio di ciò è stato fornito dal caso di un’avvocata che faceva uso sistematico dei conti bancari della madre, giustificando così l’accertamento fiscale.
La Corte ha affermato che, una volta che tale riferibilità viene dimostrata, entrano in gioco delle presunzioni legali sulla tassabilità dei movimenti di denaro sui conti, che possono essere contraddette solo fornendo una prova analitica per ogni singola operazione finanziaria effettuata.
Le difese presentate dalla contribuente sono state respinte come generiche e inammissibili. Questo include l’argomento sulla presunta duplicazione dei ricavi, che è stata esclusa dal momento che l’Amministrazione aveva già proceduto a separare le cifre. Inoltre, è stato considerato inammissibile il motivo presentato sulla questione delle sanzioni per una supposta mancanza di interesse.
Infine, è stata confermata la piena legittimità del procedimento di accertamento da parte dell’Amministrazione. Questo significa che l’Amministrazione ha pieno diritto di condurre indagini su conti bancari intestati a persone della famiglia del contribuente, qualora ci siano validi motivi per ritenere che tali conti siano sostanzialmente riferibili al contribuente.
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