In una circolare del 7 aprile 2026, l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS) ha fornito indicazioni sulle aliquote contributive che saranno applicate nel 2026 per i datori di lavoro nel settore agricolo.
Per gli operai a tempo determinato e indeterminato, è stata fissata un’aliquota complessiva del 30,50%, con l’8,84% da sostenere dal lavoratore. Ciò significa che l’importo residuo del contributo verrà coperto dal datore di lavoro.
Le aziende agricole che utilizzano processi produttivi di tipo industriale avranno un’aliquota pari al 32,30%, con l’8,84% che rimarrà a carico del lavoratore. In altre parole, il datore di lavoro dovrà coprire la quota che eccede l’8,84%.
Vi è poi una specifica disposizione per le cooperative e i consorzi agricoli. Questi sono infatti tenuti a pagare il contributo per la Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego (NASpI) per gli operai agricoli a tempo indeterminato.
Per i lavoratori a tempo parziale, il contributo minimo è stato calcolato a 8,94 euro l’ora. Questo valore costituisce il contributo minimo che un lavoratore a tempo parziale dovrebbe ricevere per ogni ora di lavoro svolta.
Dal 1° gennaio 2026, la contribuzione per l’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (INAIL) è fissata all’8,5%. Questo si riferisce alla percentuale del salario lordo dei lavoratori che i datori di lavoro dovranno versare all’INAIL per coprire i rischi di infortuni sul lavoro.
Infine, le agevolazioni per le zone tariffarie nel settore agricolo per il 2026 non hanno subito variazioni, mantenendo le misure già previste. Questo significa che non ci saranno cambiamenti nelle tariffe agevolate che erano già state stabilite per le varie zone all’interno del settore agricolo.
In sintesi, le norme stabilite dal INPS per il 2026 stabiliscono le responsabilità dei datori di lavoro in termini di contributi previdenziali, con specifici riferimenti alle diverse tipologie di lavoratori e alle aziende che operano nel settore agricolo.

