Approvazione della metodologia per il concordato preventivo biennale

Il decreto del Ministero dell’economia e delle finanze dell’11 maggio 2026 introduce una metodologia per formulare proposte di concordato destinate ai contribuenti di minori dimensioni, definiti come coloro che generano ricavi o compensi non superiori alla soglia stabilita dagli Indici Sintetici di Affidabilità Fiscale (ISA). Questi contribuenti possono essere imprenditori o lavoratori autonomi che esercitano arti e professioni nel territorio italiano.

La proposta di concordato si basa su un’analisi economica che considera i dati dichiarati dai contribuenti, le informazioni sulle applicazioni degli ISA (anche relative a periodi precedenti), le proiezioni macroeconomiche di crescita del PIL e le comunicazioni fornite dai contribuenti che hanno adottato gli ISA per il periodo d’imposta 2025.

In particolare, il concordato individua tre elementi principali:
1. Il reddito di lavoro autonomo derivante dall’esercizio di arti e professioni.
2. Il reddito d’impresa.
3. Il valore della produzione netta, rilevante per l’imposta regionale sulle attività produttive (IRAP).

Le concessioni del concordato possono cessare se si verificano redditi effettivi inferiori a quelli concordati oltre una determinata soglia percentuale. Tali circostanze eccezionali includono eventi calamitosi, danni ingenti, liquidazione o cessione di aziende, sospensioni di attività, e impatti economici negativi dovuti a conflitti geopolitici, validati da un incremento annuo dell’indice dei prezzi superiore al 5%.

Per l’anno 2026, l’Agenzia delle entrate prevede di ridurre l’importo della proposta di concordato in caso di sospensioni straordinarie dell’attività economica, suddividendo le riduzioni in tre fasce:
– Un’agevolazione del 10% per sospensioni di attività tra 30 e 60 giorni.
– Un’agevolazione del 20% per sospensioni tra 60 e 120 giorni.
– Un’agevolazione del 30% per sospensioni superiori a 120 giorni. È cruciale che tali eventi si verifichino nel 2026 e prima dell’adesione al concordato.

Per garantire una piena affidabilità alla fine del biennio oggetto di concordato, la proposta elaborata per l’anno d’imposta che termina il 31 dicembre 2026 terrà in considerazione i redditi dichiarati nel 2025, includendo un incremento del 50% di eventuali maggiori redditi calcolati secondo i criteri tecnici stabiliti nel decreto. Inoltre, ai fini del calcolo del valore della produzione netta ai fini IRAP, si utilizzeranno le dichiarazioni del periodo d’imposta 2025, integrandole con gli importi incrementali individuati secondo le metodologie previste.

Questa metodologia si propone come uno strumento flessibile e reattivo alle dinamiche di mercato e alle peculiarità dei piccoli contribuenti, garantendo un approccio personalizzato e l’adattamento alla realtà economica attuale.

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