La “rottamazione quinquies” è stata espansa ai carichi impositivi degli enti locali, ma esclude i debiti verso le Casse previdenziali dei professionisti. Il decreto fiscale che è stato approvato il 20 maggio 2026 consente l’inclusione nella definizione agevolata di debiti come IMU, TARI, entrate patrimoniali e sanzioni amministrative. Questo include anche le multe stradali, ma solo fino a un certo punto.
Nonostante l’estensione, l’adesione non è automatica e ogni ente territoriale deve decidere se partecipare. I contributi dovuti alle Casse private sono esclusi, anche se questi sono gestiti dall’Agente della riscossione. Il governo giustifica la mancata estensione a causa di difficoltà tecniche, organizzative e finanziarie.
Questo porta alla creazione di un “doppio binario”, dove gli oneri erariali e alcuni debiti INPS possono essere definiti, mentre i contributi verso le Casse autonome non possono. Quindi, per i contribuenti, diventa essenziale verificare la natura del debito, l’ente creditore e le delibere locali.
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