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La Corte di Cassazione chiarisce che il pagamento dei contributi non è sufficiente per ottenere un DURC regolare se il datore di lavoro non adempie anche agli obblighi dichiarativi. L’ordinanza n. 21362/2026 stabilisce infatti che l’omessa o tardiva trasmissione delle denunce UniEmens impedisce all’INPS di verificare la posizione contributiva e determina la perdita dei benefici contributivi. Il caso riguarda un’azienda che aveva versato regolarmente i contributi ma aveva trasmesso le denunce oltre i termini previsti, senza regolarizzare nemmeno dopo l’invito dell’Istituto. La Suprema Corte ha quindi ribaltato la decisione favorevole della Corte d’Appello, ribadendo che la regolarità contributiva comprende sia gli aspetti sostanziali sia quelli formali. La pronuncia rafforza l’importanza del corretto adempimento degli obblighi informativi quale condizione indispensabile per accedere agli incentivi previdenziali.
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