Conferimento di aree soggette a urbanizzazione: agevolazioni fiscali




Forniti chiarimenti sul trattamento fiscale di favore (imposta di registro in misura fissa ed esenzione dalle imposte ipotecaria e catastale) applicabile al conferimento e alla redistribuzione di aree in un consorzio di urbanizzazione (Agenzia delle entrate – Risoluzione 11 gennaio 2019, n. 1/E).

Nello specifico:
– gli atti di redistribuzione delle aree da un consorzio di urbanizzazione ai singoli consorziati, stipulati al fine di eliminare gli effetti distorsivi derivanti dalla convenzione di lottizzazione, sono effettuati senza intenti speculativi in quanto svolgono una funzione meramente ripartitoria -distributiva e non una funzione di scambio negoziale;
– gli atti di redistribuzione delle aree da un consorzio di urbanizzazione ai singoli consorziati beneficiano del regime di favore di cui all’articolo 32 del DPR n. 601/73, sia se il co-lottizzante è una persona fisica che non opera in regime di impresa arte o professione, sia se è una persona giuridica che opera nell’esercizio dell’attività d’impresa;
– il negozio di redistribuzione non rientra nel campo di applicazione dell’IVA;
– per quanto riguarda gli atti di conferimento delle aree dai soggetti consorziati al consorzio di urbanizzazione, se il conferente è una persona fisica che non opera in regime di impresa, arte o professione, solo la parte delle aree conferite destinata alla realizzazione delle opere di urbanizzazione potrà beneficiare del regime di favore, a condizione che i conferenti, nei relativi atti di conferimento, siano in grado di individuare la superficie delle aree destinate alla realizzazione delle opere di urbanizzazione ed indichino negli atti il valore da attribuire alle stesse;
– le parti di aree conferite e non interessate dalla realizzazione delle opere di urbanizzazione non potranno beneficiare del trattamento di favore e i relativi atti saranno soggetti al trattamento ordinario applicabile agli atti traslativi di diritti reali immobiliari (imposta di registro del 9% e imposte ipocatastali ciascuna nella misura fissa di 50 euro);
– se il conferente è una persona giuridica che opera nell’esercizio di un’attività di impresa, sono integrati i presupposti soggettivo ed oggettivo che fanno rientrare l’operazione nel campo di applicazione dell’IVA. Le imposte di registro ed ipocatastali saranno quindi dovute ciascuna nella misura fissa di 200 euro, in attuazione del principio di alternatività IVA-registro.






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