Le erogazioni liberali in favore di un’azienda museale possono beneficiare dei vantaggi fiscali, sotto forma di detrazioni d’imposta e “art-bonus”, se destinate al sostegno di attività culturali riferite a opere di appartenenza pubblica, semprechè la fondazione a cui è affidata la gestione del museo sia partecipata prevalentemente da istituzioni pubbliche (Agenzia delle Entrate – Risposta a interpello n. 465 del 2019)
L’Agenzia delle Entrate ha risposto ad un quesito riguardante le condizioni per la fruizione dei benefici fiscali relativi alle erogazioni liberali a sostegno della cultura (detrazioni IRPEF e credito d’imposta “art-bonus”), con particolare riguardo ai requisiti del beneficiario e alle finalità cui sono destinate le erogazioni.
Nel caso esaminato il beneficiario delle erogazioni liberali è una Fondazione riconosciuta e senza scopo di lucro, partecipata prevalentemente da istituzioni pubbliche (Comune e Regione), che gestisce un complesso museale in un immobile di proprietà del Comune, curando un’esposizione permanente di opere d’arte contemporanea, in parte di proprietà del Comune e in parte di proprietà di privati, oltre a esposizioni temporanee di terzi, e la biblioteca pubblica di arte contemporanea.
DETRAZIONI IRPEF
In base alla disciplina IRPEF, dall’imposta si detrae un importo pari al 19 per cento delle erogazioni liberali in denaro a favore dello Stato, delle regioni, degli enti locali territoriali, di enti o istituzioni pubbliche, di comitati organizzatori appositamente istituiti con decreto del Ministro per i beni culturali e ambientali, di fondazioni e associazioni legalmente riconosciute senza scopo di lucro, che svolgono o promuovono attività di studio, di ricerca e di documentazione di rilevante valore culturale e artistico o che organizzano e realizzano attività culturali, effettuate in base ad apposita convenzione, per l’acquisto, la manutenzione, la protezione o il restauro di beni di interesse artistico e storico, ivi comprese le erogazioni effettuate per l’organizzazione in Italia e all’estero di mostre e di esposizioni di rilevante interesse scientifico-culturale dei beni predetti, e per gli studi e le ricerche eventualmente a tal fine necessari, nonché per ogni altra manifestazione di rilevante interesse scientifico-culturale anche ai fini didattico-promozionali, ivi compresi gli studi, le ricerche, la documentazione e la catalogazione, e le pubblicazioni relative ai beni culturali.
L’Agenzia delle Entrate ha precisato che la detraibilità IRPEF delle erogazioni liberali da parte del soggetto erogante, è condizionata alla qualità di ente legalmente riconosciuto senza scopo di lucro del beneficiario, oltre al rispetto dell’iter procedimentale che prevede:
– la presentazione, da parte del beneficiario, alla Soprintendenza territorialmente competente della convenzione stipulata con l’erogatore, unitamente al preventivo di spesa corredato dal progetto/evento con l’indicazione delle fonti di finanziamento (nelle quali rientrano anche le suddette liberalità) e i tempi di attuazione dell’iniziativa;
– il riconoscimento del valore culturale dell’evento attraverso la concessione dell’autorizzazione ad intraprendere l’iniziativa culturale da parte della Soprintendenza territorialmente competente;
– l’indicazione nella causale del bonifico alla finalità o attività autorizzata dalla Soprintendenza e per la quale la somma è stata elargita.
Nel rispetto di tali condizioni, dunque, deve essere riconosciuta la detraibilità delle erogazioni liberali in favore della Fondazione per il sostegno alla mostra permanente e alla biblioteca pubblica di arte contemporanea.
ART-BONUS
Con riferimento al credito di imposta (art-bonus), lo stesso spetta nella misura del 65 per cento delle erogazioni effettuate in denaro da persone fisiche, enti non commerciali e soggetti titolari di reddito d’impresa per i seguenti scopi:
– interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici;
– sostegno degli istituti e dei luoghi della cultura di appartenenza pubblica, delle fondazioni lirico-sinfoniche e dei teatri di tradizione, delle istituzioni concertistico-orchestrali, dei teatri nazionali, dei teatri di rilevante interesse culturale, dei festival, delle imprese e dei centri di produzione teatrale e di danza, nonché dei circuiti di distribuzione;
– realizzazione di nuove strutture, restauro e potenziamento di quelle esistenti di enti o istituzioni pubbliche che, senza scopo di lucro, svolgono esclusivamente attività nello spettacolo;
– realizzazione di interventi di restauro, protezione e manutenzione di beni culturali pubblici qualora vi siano soggetti concessionari o affidatari del bene stesso.
Condizioni fondamentali per il riconoscimento del beneficio sono la natura pubblicistica del soggetto beneficiario e la proprietà pubblica dei beni culturali oggetto di sostegno.
Nella fattispecie la Fondazione è partecipata in misura prevalente da istituzioni pubbliche, e la collezione museale è in parte di proprietà pubblica, così come il complesso che ospita il Museo. Pertanto, potranno beneficiare dell’art-bonus le erogazioni liberali in favore della predetta Fondazione destinate al sostegno delle sue attività relativamente ai beni culturali di appartenenza pubblica ad essa affidati.
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