Il Consiglio dei Ministri ha approvato un disegno di legge recante ratifica ed esecuzione della Convenzione dell’Organizzazione internazionale del lavoro sul lavoro nel settore della pesca, fra le novità l’età minima per il lavoro a bordo di un peschereccio, l’obbligo per i pescatori in servizio di essere provvisti di specifici certificati medici; periodi di riposo sufficienti per i pescatori al fine di preservarne salute e sicurezza. Per quanto riguarda, invece, le direttive UE recepite, fra queste quella di tutela delle condizioni di vita, di lavoro, della salute e sicurezza dei lavoratori nel settore della pesca marittima e quella sulla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un’esposizione ad agenti cancerogeni e mutageni durante il lavoro (Comunicato n. 26/2020).
Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, ha approvato un disegno di legge recante ratifica ed esecuzione della Convenzione dell’Organizzazione internazionale del lavoro n. 188 sul lavoro nel settore della pesca, fatta a Ginevra il 14 giugno 2007. Il testo prevede la piena e intera esecuzione della Convenzione, a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, dodici mesi dopo la data di registrazione della ratifica.
Fra i vari aspetti cosiderati dalla Convenzione: l’età minima per il lavoro a bordo di un peschereccio (16 anni, elevati a 18 in particolari casi); l’obbligo per i pescatori in servizio a bordo di essere provvisti di specifici certificati medici; la garanzia da parte degli armatori sulla sicurezza della navigazione e il funzionamento della nave; la concessione ai pescatori periodi di riposo di durata sufficiente a preservarne salute e sicurezza.
Inoltre, la Convenzione introduce norme relative alle modalità di reclutamento dei pescatori e alla loro remunerazione, stabilisce che gli stessi siano protetti attraverso un accordo di assunzione comprensibile conforme alle prescrizioni della Convenzione e regola le prestazioni minime in ambito previdenziale, sanitario e di sicurezza sociale che ogni Stato membro deve garantire.
Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per gli affari europei ha poi approvato, in esame preliminare, sette decreti legislativi che, in attuazione della legge di delegazione europea 2018 (legge 4 ottobre 2019, n. 117), introducono misure necessarie al recepimento di direttive dell’Unione europea. Fra tali direttive, si ricorda:
– la direttiva (UE) 2017/159 del Consiglio, attuativa dell’accordo relativo all’attuazione della Convenzione sul lavoro nel settore della pesca del 2007 dell’Organizzazione internazionale del lavoro, concluso il 21 maggio 2012. La direttiva, in linea con la Convenzione, tutela le condizioni di vita e di lavoro e la salute e la sicurezza dei lavoratori nel settore della pesca marittima;
– la direttiva 2018/822/UE sullo scambio automatico obbligatorio di informazioni nel settore fiscale relativamente ai meccanismi transfrontalieri soggetti all’obbligo di notifica. Il testo modifica le norme e le procedure relative allo scambio automatico obbligatorio di informazioni sui meccanismi transfrontalieri soggetti all’obbligo di comunicazione all’Agenzia delle entrate da parte degli intermediari e dei contribuenti, con le altre autorità competenti degli Stati membri dell’Unione europea e con altre giurisdizioni estere in forza degli accordi stipulati;
– la direttiva (UE) 2017/2398, che modifica la direttiva 2004/37/CE sulla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un’esposizione ad agenti cancerogeni e mutageni durante il lavoro. In particolare, rispetto all’attuale normativa, si prevede che il medico o l’autorità responsabile della sorveglianza sanitaria dei lavoratori possa segnalare che la stessa debba proseguire anche dopo il termine dell’esposizione, per il periodo di tempo che ritiene necessario per proteggere la salute del lavoratore interessato. Inoltre, il testo prevede specifiche modifiche alle norme sui lavoratori esposti alla polvere di silice cristallina respirabile;
– la direttiva 2013/59/EURATOM, che stabilisce norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione contro i pericoli derivanti dall’esposizione alle radiazioni ionizzanti. Il decreto, oltre a recepire nel nostro ordinamento la direttiva citata, provvede a riordinare e armonizzare la normativa di settore, assicurando il mantenimento delle misure di protezione dei lavoratori e della popolazione più rigorose rispetto alle norme minime stabilite dalla medesima direttiva.

