” Acciaio, Urso a Parigi: “L’Europa difenda la sua industria”

Durante la Conferenza sul futuro dell’industria dell’acciaio europea, il Ministro italiano delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha firmato un non-paper sulla siderurgia europea. Il documento prevede un piano d’azione per intensificare la competitività del settore e mantenere la produzione di acciaio in Europa, di fronte a una crisi pronunciata e una concorrenza internazionale sempre più fervida. La misura fa parte di un quadro di interventi per proteggere l’industria siderurgica dell’UE e affrontare le sfide globali che minacciano il settore.

L’iniziativa è strettamente collegata a un altro documento, promosso dall’Italia e firmato da Austria, Bulgaria, Polonia, Grecia e Cipro, per la revisione del Meccanismo di Adeguamento del Carbonio alle Frontiere (CBAM) per industrie ad alto consumo energetico, fra cui la siderurgia e la chimica. Il CBAM sarà discusso nel prossimo Consiglio Competitività dell’UE, a dimostrazione della necessità di un’azione coordinata in difesa del settore.

Il ministro Urso ha sottolineato che la siderurgia è la spina dorsale dell’industria europea e italiana, e che conservare la nostra capacità di produzione di acciaio equivale a garantire l’autonomia strategica del continente. La necessità di intervento è sempre più urgente, data la crisi del settore automobilistico, che ha portato a un calo della domanda di acciaio, peggiorando la situazione del settore.

L’Italia si distingue per la leadership nella produzione di acciaio green, essendo avviata a una transizione effettiva verso la decarbonizzazione. Oggi, il 80% della produzione è decarbonizzato.

Il documento sottolinea la necessità di politiche europee efficaci per abbassare il costo dell’energia, attualmente molto più alto rispetto ad altri competitor globali, e sollecita una politica commerciale più assertiva per contrastare prassi di concorrenza sleale e sovraccapacità globale. Essenziale sarà rafforzare le misure di salvaguardia e gli strumenti di difesa commerciale, oltre a trattenere in Europa i rottami ferrosi destinati alla produzione di acciaio green.

Simultaneamente, sarà fondamentale incentivare la domanda interna di acciaio e suscitare investimenti mirati per supportare la transizione del settore. I firmatari del non-paper chiedono alla Commissione Europea di analizzare le lacune di finanziamento e di predisporre risorse per supportare le imprese siderurgiche nella decarbonizzazione.

I Paesi firmatari promuovono la creazione di un mercato europeo dell’acciaio verde, favorendo il Made in Europe e un modello industriale sostenibile e competitivo, in linea con gli obiettivi del Clean Industrial Deal e del prossimo Industrial Decarbonisation Accelerator Act.

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