Nel numero 117 della Gazzetta Ufficiale del 22 maggio 2025 è stato pubblicato il decreto MEF del 28 aprile 2025. Questo provvedimento approva la metodologia che l’Agenzia delle Entrate utilizzerà per formulare la proposta di Concordato Preventivo Biennale (CPB) destinata ai contribuenti che applicano gli Indici Sintetici di Affidabilità Fiscale (ISA) per i periodi di imposta 2025 e i successivi.
Secondo quanto previsto dall’articolo 1 del decreto, l’Agenzia delle Entrate formulerà la proposta di CPB sulla base di specifici parametri, tra cui la storia contributiva del contribuente, i dati degli ISA degli anni precedenti e le proiezioni dei ricavi futuri. Il CPB sarà strutturato in modo da garantire un equilibrato rapporto tra gli oneri fiscali sostenuti dal contribuente e la sua capacità reddituale. Questo è fondamentale per preservare la sostenibilità finanziaria dell’impresa e per garantire stabilità e prevedibilità fiscale, in quanto l’Agenzia delle Entrate sarà in grado di anticipare i potenziali rischi di evasione fiscale e di mettere in atto strategie preventive.
In base all’articolo 2 del decreto, l’Agenzia delle Entrate determinerà la metodologia di calcolo del CPB prendendo in considerazione vari fattori, tra cui la volatilità del reddito del contribuente, l’andamento economico del settore, la resilienza finanziaria dell’impresa, la sua posizione nel mercato e altre variabili macroeconomiche. Inoltre, l’Agenzia potrà aggiornare la metodologia di calcolo del CPB per garantire un’adeguata risposta ai cambiamenti del contesto economico e fiscale.
L’articolo 3 del decreto stabilisce che, qualora il contribuente non accetti la proposta di CPB, avrà la possibilità di presentare una controproposta entro un termine stabilito dall’Agenzia delle Entrate. Tale controproposta dovrà contenere un piano dettagliato dei pagamenti previsti, che dovrà essere basato su un’accurata analisi della situazione finanziaria del contribuente e sulla capacità di generare reddito in futuro. Se la controproposta verrà accettata dall’Agenzia delle Entrate, il contribuente sarà vincolato ad adempiere ai termini stabiliti nel CPB per i due anni successivi.
Il decreto MEF del 28 aprile 2025 rappresenta quindi un importante passo avanti nel tentativo di modernizzare e semplificare il sistema fiscale italiano, introducendo strumenti più efficaci per prevenire l’evasione fiscale e garantire la sostenibilità finanziaria delle imprese. Grazie all’introduzione del CPB, i contribuenti che applicano gli ISA avranno una maggiore certezza sulla quantità di tasse da pagare negli anni a venire, pur avendo la possibilità di presentare una controproposta basata sulla propria situazione finanziaria. Questo permetterà alle imprese di pianificare in modo più accurato le proprie strategie di investimento, contribuendo a promuovere la crescita economica e la creazione di posti di lavoro.

