INPS (Istituto Nazionale Previdenza Sociale), in una circolare rilasciata il 21 maggio 2025, ha fornito istruzioni per permettere ai dipendenti pubblici, temporaneamente dislocati in istituzioni UE per motivi di lavoro, di trasferire parte dei contributi accumulati nel regime pensionistico speciale dell’Unione europea verso il sistema di previdenza del paese d’origine.
Questo processo è progettato come un modo per i dipendenti pubblici di mantenere aperta la propria posizione assicurativa, pur lavorando per istituzioni dell’Unione europea. La domanda di trasferimento dei contributi dovrebbe essere sottoposta all’ufficio competente del fondo pensionistico dell’Unione europea e dovrebbe essere inviata anche all’ente pubblico di appartenenza del richiedente.
Dopo la presentazione della domanda, l’ufficio dell’UE la inoltrerà al Polo specialistico nazionale trasferimenti diritti a pensione UE, istituito presso la Direzione provinciale di Avellino.
La domanda deve includere informazioni come i dati personali del richiedente, l’ente pubblico che lo ha autorizzato a lavorare fuori ruolo e la data di inizio di questo periodo. Deve anche fornire dettagli sul regime pensionistico a cui si erano precedentemente accreditati i contributi, e la percentuale del contributo che è richiesto essere versato.
A partire dal 1° luglio 2024, la percentuale del contributo che può essere trasferita dallo stipendio mensile non può superare il 24,2%. Infine, il richiedente dovrà comunicare al Polo specialistico l’importo del salario percepito presso l’istituzione dell’UE, che rappresenterà la base imponibile per l’applicazione della percentuale del contributo scelta.
Questo processo è stato ideato per garantire che i dipendenti pubblici possano continuare a contribuire al sistema pensionistico del loro paese d’origine, indipendentemente dalla loro posizione all’interno dell’Unione europea.

