Nell’interpello n. 63 del 3 marzo 2026, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito come computare i versamenti per il rilascio del DURF previsto dall’art. 17-bis del D.lgs. 241/1997. I versamenti effettuati attraverso il modello F24 per definire avvisi bonari derivanti da controlli automatizzati possono essere inclusi nel calcolo del requisito del 10%. Questi pagamenti vanno a far parte del conto fiscale e dimostrano il rispetto degli obblighi tributari da parte dell’impresa.
Tuttavia, il fattore decisivo rimane il criterio temporale: si prendono in considerazione solo i versamenti eseguiti nel triennio di riferimento, individuato a partire dall’inizio del periodo d’imposta della dichiarazione più lontana fino alla fine del periodo più recente preso in considerazione. Si includono sia i versamenti ordinari che quelli in ravvedimento, mentre i pagamenti di debiti iscritti a ruolo sono esclusi.
Pertanto, è fondamentale verificare correttamente le date di pagamento per poter raggiungere la soglia richiesta.
La frase o il paragrafo che segue (“(function(d, s, id)…”) appare confusa e irrilevante nel contesto dell’argomento trattato. Sembrerebbe un codice script per un plug-in di Facebook, possibilmente incluso erroneamente nel testo fornito per la traduzione.

