Il 27 marzo 2025, l’Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali ha multato un istituto di istruzione superiore di 4.000 euro per aver utilizzato un sistema di presenza basato sulle impronte digitali del personale A.T.A. senza un sostegno legislativo specifico. L’Autorità ha enfatizzato che l’utilizzo sistematico e generalizzato dei dati biometrici è sproporzionato e contravviene ai principi di necessità e proporzionalità, anche in caso di consenso da parte dei dipendenti. Secondo l’Autorità, tale consenso non può essere considerato valido nel contesto del lavoro. La scuola ha quindi violato il Regolamento UE 2016/679. Tale riassunto è basato su informazioni di Informati S.r.l., con tutti i diritti di riproduzione riservati.

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MLBO e IVA sui costi di transazione: quando l’integrativa non basta e il rimborso fa la differenza
Il contenuto parla dell’interprezione n. 58/2026 sulla questione riguardante il recupero dell’imposta sul valore aggiunto (IVA) non detratta sui costi
