Gestione nel settore agricolo delle richieste indebite di disoccupazione

L’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale (INPS) ha rilasciato indicazioni per gestire le richieste di disoccupazione errate dopo che l’istituto ha riclassificato il settore economico dell’impresa, il quale porta ad un cambiamento nella registrazione dei lavoratori dal settore agricolo ad altri settori, e viceversa. Questo si verifica principalmente a causa di dichiarazioni errate fatte dal datore di lavoro.

La riclassificazione ha l’obiettivo di incentivare i datori di lavoro a cooperare accuratamente, favorendo un corretto inquadramento previdenziale e contrastando comportamenti elusivi. Di conseguenza, i lavoratori, che non sono parte di questo procedimento amministrativo, non dovrebbero risentire degli effetti negativi derivanti esclusivamente dal comportamento del datore di lavoro e di cui essi non sono a conoscenza.

Pertanto, a meno che non ci siano prove di frode, nel caso di una riclassificazione dell’impresa in un altro settore a causa di dichiarazioni errate dell’impiegatore, i lavoratori conservano il diritto a tutti i fondi che hanno ricevuto come indennità di disoccupazione.

Successivamente, l’INPS, in un parziale aggiornamento della circolare n. 56/2020, ha precisato che, nel caso di riclassificazione del datore di lavoro da agricolo a non agricolo, i lavoratori interessati – se per ragioni di tempo non riescono a presentare una richiesta di disoccupazione per il settore non agricolo – non devono restituire i pagamenti già ricevuti come indennità di disoccupazione agricola.

Allo stesso modo, se il datore di lavoro viene riclassificato da non agricolo ad agricolo e i lavoratori interessati non sono in grado di presentare una richiesta di disoccupazione per il settore agricolo a causa della scadenza del termine, essi mantengono il diritto a tutti i fondi già ricevuti come indennità NASpI.

Le direttive stabilite nella circolare n. 56/2020 rimangono valide nel caso in cui, al momento della notifica della riclassificazione dell’impresa, non sia ancora scaduto il termine per la presentazione di una richiesta di disoccupazione per il nuovo settore.

In tali casi, il lavoratore che presenta una domanda può ricevere un nuovo tipo di indennità (NASpI o disoccupazione agricola) con un’aggiustamento rispetto a quanto già ricevuto in relazione all’ultimo pagamento di indennità di disoccupazione ricevuto con riferimento alla registrazione errata. Questa compensazione può essere fatta solo fino a concorso del nuovo importo dovuto, rinunciando all’eventuale residuo debito.

Infine, qualsiasi contestazione riferita a pagamenti errati già notificati e ancora pendenti, per i quali non si è ancora concluso il processo di riconoscimento del credito (ad esempio, con richiesta di rateizzazione), dovrebbe essere risolta secondo le stesse procedure di autovelazione descritte nel messaggio dell’INPS.

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