Un decreto attuativo pubblicato il 21 agosto ha stabilito i criteri per le agevolazioni introdotte dagli articoli 17 e 18 del D.L. n. 60/2024 del Ministero del lavoro e delle politiche sociali. Queste comprendono principi, criteri e modalità per organizzare e svolgere le attività di formazione e di accompagnamento per l’avvio delle attività previste dal decreto, per la concessione, l’erogazione e il pagamento dei contributi e delle agevolazioni reali, come i servizi di tutoring per la realizzazione delle iniziative finanziate, e gestire le revoche dei contributi.
I beneficiari delle agevolazioni includono i giovani che sono disoccupati, inattivi, o in condizioni di marginalità o discriminazione, come definito dal Programma nazionale giovani, donne e lavoro 2021-2027. Devono presentare una dichiarazione che attesta la loro condizione.
Le iniziative economiche ammissibili alle agevolazioni devono essere iniziate nel mese precedente la data di presentazione della domanda e non essere attive alla stessa data. Queste attività possono rivelarsi in varie forme.
I territori ammissibili per le iniziative economiche comprendono Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Umbria e Marche.
Il contributo viene fornito come voucher, coprendo il 100% dell’investimento fino a 30.000 euro. Questo limite può essere elevato fino a 40.000 euro in caso di acquisto di beni e servizi innovativi, tecnologici e digitali, o di beni rivolti alla sostenibilità ambientale o al risparmio energetico. Si può presentare una sola domanda di contributo per iniziativa economica, e le domande successive vengono automaticamente annullate.
Per i programmi di investimento, il contributo può essere concesso fino al 65% del programma per importi fino a 120.000 euro, e fino al 60% per i programmi da 120.000 a 200.000 euro. Le iniziative economiche possono richiedere una prima quota di contributo a stato di avanzamento lavori tre mesi dopo il provvedimento di concessione.
La misura Resto al SUD riguarda le iniziative economiche situate nelle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Anche qui, il contributo a fondo perduto è fornito come voucher che copre il 100% dell’investimento, fino a 40.000 euro, che può essere aumentato a 50.000 euro per l’acquisto di beni e servizi innovativi, tecnologici e digitali, o di beni rivolti alla sostenibilità ambientale o al risparmio energetico.
Infine, il decreto stabilisce i casi di revoca parziale o totale dei contributi e i servizi di tutoring.

