Auto elettriche o ibride fornite ai dipendenti per uso promiscuo, la card ricarica non è un fringe benefit

L’Agenzia delle Entrate ha emesso una risposta, contrassegnata con il numero 237/2025, volta a chiarire le implicazioni fiscali delle ricariche di veicoli elettrici e ibridi plug-in fornite per uso comune. Secondo questa risposta, se un datore di lavoro fornisce una carta per le ricariche nei punti di servizio pubblico che sono coperte dai costi aziendali, le spese correlati non portano a un ulteriore beneficio accessorio (fringe benefit) poiché sono già comprese nel valore forfettario ACI, come indicato nell’articolo 51, comma 4, lettera a) del TUIR.

Inoltre, l’Agenzia delle Entrate ha specificato che eventuali importi addebitati al dipendente per chilometri percorsi a scopo privato che superano il limite previsto, non diminuiscono il valore ACI. Il beneficio accessorio rimane immutato e i costi dovuti devono essere detratti dalla retribuzione netta del dipendente.

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