Il 19 dicembre 2025, l’Agenzia delle Entrate ha reso disponibili le bozze dei modelli dichiarativi per il 2026, comprendenti il 730, il Redditi, la Certificazione Unica (CU), il 770, l’IVA e l’IRAP. Pur non essendo definitivi, questi modelli riflettono modifiche normative rilevanti che influenzano le agevolazioni fiscali per i lavoratori e le modalità di dichiarazione dei redditi.
Tra le principali novità, si evidenziano i benefici per i lavoratori con redditi fino a 20.000 euro e per coloro che guadagnano tra 20.000 e 40.000 euro. Si introduce un riconoscimento di una somma variabile fino a 960 euro, esclusa dalla base imponibile, per i lavoratori con redditi complessivi fino a 20.000 euro, così come una nuova detrazione dell’imposta lorda per quelli nella fascia tra 20.000 e 40.000 euro.
In aggiunta, viene prevista la detassazione delle somme rimborsate dai datori di lavoro, fino a un massimo di 5.000 euro all’anno, per il pagamento dei canoni di locazione e delle spese di manutenzione su immobili affittati da neoassunti a tempo indeterminato nel 2025. Ci saranno anche modifiche alle detrazioni per figli e altri familiari a carico, con un riordino delle detrazioni d’imposta in generale.
Per i modelli destinati a imprenditori, professionisti e società, sono state introdotte modifiche rilevanti in conformità con le nuove disposizioni del 2025. In particolare, si segnala l’implementazione di un regime d’imposta sostitutiva per coloro che aderiscono a un concordato preventivo biennale per il 2025-2026. Inoltre, è stata ridotta l’aliquota IRES dal 24% al 20% per le società di capitali e gli enti non commerciali, nota come IRES premiale.
Il modello IRAP ha subito anch’esso aggiornamenti, con una particolare attenzione al quadro IS, dove viene evidenziato il credito d’imposta legato all’agevolazione “ACE” (Aiuto alla Crescita Economica). Ci sono stati anche aggiornamenti nel modello IVA, che riflettono le nuove norme in vigore dal 2025. In particolare, nei quadri VE e VJ sono state inserite le prestazioni di servizi per le imprese di trasporto e logistica, per le quali è prevista l’opzione di pagamento dell’imposta da parte del committente.
Infine, il modello 770 è stato aggiornato con nuove note nei quadri ST e SV, e si è aggiunto un nuovo rigo nel quadro SX per gestire il credito relativo alla “somma che non concorre alla formazione del reddito” riconosciuta dal sostituto d’imposta.
Questi cambiamenti, sebbene non siano definitivi, segnalano un significativo passo avanti nel riordino e nell’ottimizzazione della normativa fiscale, con particolare attenzione alle fasce di reddito più basse e ai neoassunti. È importante che contribuenti e professionisti si preparino ad adeguare le loro pratiche in base a queste novità.

