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La riforma dello Statuto del contribuente e il D.Lgs. n. 87/2024 hanno rafforzato il ruolo dei principi di proporzionalità e offensività nel sistema sanzionatorio tributario. Tuttavia, la disciplina del monitoraggio fiscale continua a presentare profili critici. L’omessa o infedele indicazione di attività estere e cripto-attività resta infatti punita con sanzioni proporzionali calcolate sul valore degli asset non dichiarati, dal 3% al 15%, o dal 6% al 30% in caso di beni detenuti in Paesi a fiscalità privilegiata. Il nodo principale riguarda l’applicazione di sanzioni patrimoniali anche in assenza di una reale evasione d’imposta, quando la violazione ha natura meramente dichiarativa e non incide sul reddito imponibile o sul versamento dei tributi. Da qui l’esigenza di un intervento normativo che renda il sistema più coerente con i nuovi principi generali.
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