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Il datore di lavoro sarà tenuto a versare una quota annuale pari a 129,00 euro per ciascun lavoratore
Il 10 settembre 2026, a Roma, le rappresentanze datoriali A.I.S.S., Federterziario e Piùservizi hanno siglato con la Federazione Nazionale UGL Sicurezza Civile un verbale di accordo che modifica la disciplina dell’assistenza sanitaria integrativa del contratto di settore.
La principale novità scaturita dal tavolo negoziale risiede nella sostituzione integrale dell’articolo 13 del contratto collettivo. Attraverso questa modifica, le Parti sociali hanno individuato ufficialmente nel Fondo Nazionale Intercategoriale di Assistenza Sanitaria Integrativa PreviLavoro Italia il nuovo ente di riferimento per l’intero settore. La misura punta a standardizzare e potenziare le prestazioni sanitarie offerte ai dipendenti con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, sia a tempo pieno sia a tempo parziale, escludendo espressamente dalla copertura i soli lavoratori con contratto intermittente.
Dal punto di vista operativo ed economico, l’intesa stabilisce obblighi precisi in capo alle aziende datoriali. Il datore di lavoro è infatti tenuto a versare una quota annuale pari a 129,00 euro per ciascun lavoratore avente diritto, con una rateizzazione suddivisa in 12 quote mensili da 10,75 euro, secondo le procedure previste dal regolamento del Fondo PreviLavoro Italia. L’adesione al sistema di sanità integrativa assume un rilievo centrale nella struttura contrattuale, venendo qualificata come parte sostanziale del CCNL e concorrendo direttamente alla determinazione della retribuzione globale lorda e del Trattamento Economico Complessivo.
Le imprese inadempienti o non aderenti saranno invece obbligate a corrispondere direttamente al dipendente un elemento distinto della retribuzione, di natura non assorbibile, pari a 30,00 euro mensili erogati per 13 mensilità, il quale rientrerà a tutti gli effetti nella retribuzione di fatto.

