Summarize in Italian this content to 750 words
L’amministratore di fatto non può impugnare personalmente un avviso di accertamento fiscale intestato esclusivamente alla società, quando l’atto non contiene contestazioni tributarie o sanzionatorie direttamente rivolte nei suoi confronti. Lo stabilisce la Cassazione con l’ordinanza n. 26360 del 7 ottobre 2026. La controversia riguardava una società irlandese ritenuta esterovestita, destinataria di sei accertamenti relativi a imposte non versate in Italia. Gli atti erano stati notificati anche a una persona fisica considerata amministratore di fatto, che aveva contestato tale qualifica. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, precisando che la rappresentanza tributaria spetta agli amministratori legalmente individuabili. L’articolo 62 del DPR n. 600/1973 attribuisce rilevanza all’amministrazione di fatto soltanto quando la rappresentanza non sia determinabile secondo le norme civilistiche. L’interessato potrà invece contestare eventuali successivi atti di riscossione direttamente rivolti alla propria persona.
(function(d, s, id) { var js, fjs = d.getElementsByTagName(s)[0]; if (d.getElementById(id)) return; js = d.createElement(s); js.id = id; js.src = “https://connect.facebook.net/en_GB/all.js”; fjs.parentNode.insertBefore(js, fjs); }(document, ‘script’, ‘facebook-jssdk’));

News Fisco
rewrite this title 15:10 – Crediti d’imposta inutilizzati, la perdita può ridurre il reddito imponibile – Fiscal Focus in Italian and remove the word “Fiscal Focus”
Summarize in Italian this content to 750 words La scadenza dei termini per utilizzare i crediti d’imposta può determinare conseguenze
