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L’Agenzia delle Entrate, con il provvedimento n. 277710/2026, aggiorna le procedure per la chiusura d’ufficio delle partite IVA inattive, introducendo nuovi criteri di individuazione e modalità di comunicazione ai contribuenti. I controlli saranno effettuati attraverso riscontri automatizzati sui dati dell’Anagrafe tributaria, comprese fatture elettroniche, corrispettivi telematici e versamenti. La procedura interessa i soggetti che non risultano aver esercitato attività nelle tre annualità precedenti. Prima della chiusura, l’Agenzia invierà una comunicazione preventiva tramite domicilio digitale o raccomandata, rendendola disponibile anche nel Cassetto fiscale. Il contribuente avrà 60 giorni per fornire chiarimenti e documentazione, evitando la cessazione qualora dimostri il permanere dell’attività. Tra le principali novità figura inoltre la possibilità di richiedere la riattivazione della partita IVA anche dopo la chiusura d’ufficio. In caso di accoglimento, il ripristino avrà effetti retroattivi dalla data originaria di apertura, garantendo la continuità della posizione fiscale senza necessità di una nuova attribuzione.
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