Il 23 settembre 2024, l’Istat ha rivisto le stime annuali in base alla revisione generale dei conti nazionali, e ha aggiornato le serie trimestrali in modo coerente. Nel secondo trimestre del 2024, il Pil corretto per gli effetti di calendario è aumentato dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dello 0,6% rispetto al secondo trimestre del 2023. La crescita congiunturale del Pil era stata dello 0,2% e quella tendenziale dello 0,9%. Le variazioni sono dovute anche al diverso numero di giornate lavorative nei diversi trimestri. Le principali variazioni sono state una crescita dei consumi finali nazionali dello 0,5% e una diminuzione degli investimenti fissi lordi dello 0,1%. Le importazioni sono cresciute dello 0,2% mentre le esportazioni sono diminuite dell’1,2%. La domanda interna al netto delle scorte ha contribuito per 0,4 punti percentuali alla crescita del Pil, con un contributo positivo dai consumi e dalla spesa pubblica e un contributo nullo dagli investimenti. Le scorte hanno contribuito positivamente per 0,3 punti percentuali alla variazione del Pil, mentre la domanda estera netta ha avuto un impatto negativo. Per quanto riguarda i comparti produttivi, l’agricoltura e l’industria hanno registrato una diminuzione, mentre i servizi sono cresciuti. Nel complesso, le ore lavorate si sono ridotte dello 0,2% e i redditi da lavoro dipendente pro-capite sono aumentati dell’1,6%.

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