L’Agenzia delle Entrate ha fornito un chiarimento in merito al trattamento fiscale delle somme ricevute da una transazione novativa nell’ambito del concordato preventivo biennale (CPB). Tale situazione riguarda una società implicata in una cessione di partecipazioni non finalizzata, che è stata risolta attraverso un accordo transattivo. La società ha sostenuto che le somme ricevute avrebbero dovuto essere considerate come ricavi tipici in quanto avrebbero dovuto sostituire il prezzo di vendita originale. Tuttavia, l’Agenzia delle Entrate ha respinto tale interpretazione, sottolineando che l’accordo era novativo, ovvero non prevedeva solamente il regolamento del prezzo, ma ridefiniva completamente il rapporto tra le parti. Conseguentemente, le somme ricevute non sono collegate alla cessione ma all’intera transazione. Dal punto di vista fiscale, queste somme sono classificate come sopravvenienze attive e non come ricavi. Questo ha una diretta conseguenza sul CPB: questi elementi non entrano automaticamente nel reddito concordato ma, al contrario, lo incrementano attraverso variazioni in aumento, il che ha anche un impatto per quanto riguarda l’IRAP.
(Il codice incluso nel testo sembra essere un frammento JavaScript per incorporare un SDK di Facebook, ma non è rilevante per il contenuto da riassumere.)

