Art-bonus per le erogazioni liberali destinate a finanziare il restauro della chiesa



Rispondendo al quesito posto con istanza di interpello, l’Agenzia delle Entrate ha affermato l’ammissibilità al credito d’imposta cd. “Art-Bonus” delle erogazioni liberali destinate a finanziare le spese di progettazione dei lavori di restauro della chiesa di proprietà del comune

Con la Risposta all’interpello n. 81/2018, l’Agenzia delle Entrate ha dato parere favorevole all’istanza del Comune, proprietario di una chiesa, riguardo alla riconducibilità tra gli scopi agevolabili nell’ambito della disciplina cd. “Art-Bonus” delle spese di progettazione di interventi di restauro della chiesa stessa.
Nel caso esaminato l’Agenzia delle Entrate ha precisato che il beneficio deve essere riconosciuto in considerazione dei seguenti elementi:
– la chiesa rientra tra i beni ammissibili, in quanto edificio monumentale, secondo la definizione del codice dei beni culturali;
– l’immobile è di proprietà di un ente pubblico (il Comune);
– le spese finanziate con le erogazioni liberali (spese di progettazione degli interventi di restauro) devono ritenersi comunque riconducibili alle finalità ammissibili espressamente previste dalla disciplina agevolativa (interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici).

DISCIPLINA AGEVOLATIVA
Come noto, la disciplina agevolativa prevede un credito d’imposta, cd. “Art-Bonus”, nella misura del 65 per cento delle erogazioni effettuate in denaro da persone fisiche, enti non commerciali e soggetti titolari di reddito d’impresa per interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici, per il sostegno degli istituti e dei luoghi della cultura di appartenenza pubblica, delle fondazioni lirico-sinfoniche e dei teatri di tradizione, delle istituzioni concertistico-orchestrali, dei teatri nazionali, dei teatri di rilevante interesse culturale, dei festival, delle imprese e dei centri di produzione teatrale e di danza, nonché dei circuiti di distribuzione e per la realizzazione di nuove strutture, il restauro e il potenziamento di quelle esistenti di enti o istituzioni pubbliche che, senza scopo di lucro, svolgono esclusivamente attività nello spettacolo (…). Il credito d’imposta è riconosciuto, altresì, qualora le erogazioni liberali in denaro effettuate per interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici sono destinate ai soggetti concessionari o affidatari dei beni oggetto di tali interventi.
In altri termini, sono agevolabili le erogazioni liberali destinate ai seguenti scopi:
– interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici;
– sostegno degli istituti e dei luoghi della cultura di appartenenza pubblica (come definiti dall’articolo 101 del Codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42), delle fondazioni lirico sinfoniche e dei teatri di tradizione, delle istituzioni concertistico-orchestrali, dei teatri nazionali, dei teatri di rilevante interesse culturale, dei festival, delle imprese e dei centri di produzione teatrale e di danza, nonché dei circuiti di distribuzione;
– realizzazione di nuove strutture, restauro e potenziamento di quelle esistenti di enti o istituzioni pubbliche che, senza scopo di lucro, svolgono esclusivamente attività nello spettacolo;
– realizzazione di interventi di restauro, protezione e manutenzione di beni culturali pubblici qualora vi siano soggetti concessionari o affidatari del bene stesso.





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