Formazione e ricerca esclusi dal beneficio Art-bonus



Con la Risposta ad interpello n. 78 pubblicata oggi, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che non può essere riconosciuto il credito d’imposta, cd. “Art-Bonus”, per le erogazioni liberali destinate al generico sostegno di una Fondazione culturale di diritto privato senza scopo di lucro che si occupi anche di formazione e ricerca nell’ambito della conservazione e restauro di beni culturali.

AGEVOLAZIONE “ART-BONUS”
La disciplina in materia di “Art-Bonus” prevede il riconoscimento di un credito d’imposta nella misura del 65 per cento delle erogazioni effettuate in denaro da persone fisiche, enti non commerciali e soggetti titolari di reddito d’impresa per “interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici, per il sostegno degli istituti e dei luoghi della cultura di appartenenza pubblica, delle fondazioni lirico-sinfoniche e dei teatri di tradizione, delle istituzioni concertistico-orchestrali, dei teatri nazionali, dei teatri di rilevante interesse culturale, dei festival, delle imprese e dei centri di produzione teatrale e di danza, nonché dei circuiti di distribuzione e per la realizzazione di nuove strutture, il restauro e il potenziamento di quelle esistenti di enti o istituzioni pubbliche che, senza scopo di lucro, svolgono esclusivamente attività nello spettacolo (…)”.
Il beneficio è riconosciuto, altresì, “qualora le erogazioni liberali in denaro effettuate per interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici siano destinate ai soggetti concessionari o affidatari di beni oggetto di tali interventi”.

CHIARIMENTI DEL FISCO
Riguardo al beneficio “Art-bonus”, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che il credito d’imposta spetta per le erogazioni liberali effettuate in denaro per i seguenti scopi:
a) interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici;
b) sostegno degli istituti e dei luoghi della cultura di appartenenza pubblica, delle fondazioni lirico sinfoniche e dei teatri di tradizione, delle istituzioni concertistico-orchestrali, dei teatri nazionali, dei teatri di rilevante interesse culturale, dei festival, delle imprese e dei centri di produzione teatrale e di danza, nonché dei circuiti di distribuzione;
c) realizzazione di nuove strutture, restauro e potenziamento di quelle esistenti di enti o istituzioni pubbliche che, senza scopo di lucro, svolgono esclusivamente attività nello spettacolo;
d) realizzazione di interventi di restauro, protezione e manutenzione di beni culturali pubblici qualora vi siano soggetti concessionari o affidatari del bene stesso.

IL CASO
Con riferimento all’ipotesi di erogazioni a sostegno degli istituti e dei luoghi della cultura di appartenenza pubblica (sub “b”), devono ritenersi escluse le condizioni per il riconoscimento del beneficio nel caso in cui l’ente beneficiario sia una Fondazione di diritto privato senza fini di lucro che si occupa, oltre agli interventi di manutenzione, protezione e restauro dei beni culturali pubblici, anche:
– dell’organizzazione di attività di laboratorio per la conservazione dei beni culturali; laboratori di analisi, ricerca e diagnosi su beni culturali;
– della gestione di una Scuola per l’alta formazione e lo studio, anche ai fini del rilascio, mediante convenzione con Università, del titolo di laurea e di laurea magistrale ai restauratori di beni culturali;
– dell’organizzazione di attività o corsi per la formazione e aggiornamento di figure professionali che svolgono attività complementari al restauro;
– della promozione di studi e ricerche e la raccolta di documenti concernenti la storia della conservazione e del restauro; promuove lo sviluppo di imprese artigiane nel settore della conservazione dei beni culturali.
Secondo l’Agenzia delle Entrate, in tale fattispecie la Fondazione non può ritenersi assimilata ad un “istituto o luogo della cultura di appartenenza pubblica”, in quanto centro di formazione e ricerca.
In base al Codice dei beni culturali e del paesaggio, infatti, “sono istituti e luoghi della cultura i musei, le biblioteche e gli archivi, le aree e i parchi archeologici, i complessi monumentali”.
Conseguentemente devono ritenersi ammissibili al beneficio dell’Art-Bonus solamente le erogazioni liberali destinate alla Fondazione interpellante per interventi di manutenzione, protezione e restauro dei beni culturali pubblici ad essa affidati ma non sono ammissibili le altre erogazioni liberali destinate al generico sostegno della Fondazione.





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