Svolgimento di funzioni elettorali e riposo compensativo: licenziamento per assenza ingiustificata




Lo svolgimento delle operazioni elettorali, nel periodo in cui il lavoratore risulta in Cigs, rende incongruo il riconoscimento del diritto al riposo compensativo, destinato a compensare la maggiore onerosità dell’attività prestata in giorno festivo o non lavorativo in funzione del recupero delle energie psico – fisiche del dipendente.


Lo ha ribadito la Corte di Cassazione pronunciandosi sul caso di un lavoratore licenziato per motivi disciplinari, costituiti dall’assenza ingiustificata nel posto di lavoro, integrata dalla recidiva per ulteriori due mancanze. Nello specifico, in riferimento all’addebito relativo ai 3 giorni di assenza dal lavoro, il lavoratore assumeva averli fruiti a titolo di riposo compensativo connesso all’impegno nell’espletamento del servizio elettorale e all’impegno di rappresentante di lista; tuttavia, i giudici hanno osservato che il dipendente non aveva alcun diritto alla fruizione dei detti riposi atteso che egli, in quel periodo, risultava posto in cigs; la sospensione del rapporto di lavoro conseguente alla messa in cigs esonerava il datore di lavoro dall’obbligo di garantire il riposo.
Difatti, secondo le disposizioni di legge, in occasione delle consultazioni elettorali, coloro che adempiono funzioni presso gli uffici elettorali, compresi i rappresentanti di lista o di gruppo di candidati nonché in occasione di referendum, i rappresentanti dei partiti o gruppi politici e dei promotori del referendum, hanno diritto ad assentarsi dal lavoro per tutto il periodo corrispondente alla durata delle relative operazioni; tali giorni di assenza dal lavoro sono considerati, a tutti gli effetti, giorni di attività lavorativa. Dalla finalità complessiva della disciplina, ravvisabile nell’esigenza di evitare che lo svolgimento delle funzioni elettorali si traduca in una penalizzazione per il lavoratore sul piano del rapporto di lavoro, si evince che la piena funzionalità del rapporto di lavoro costituisce presupposto indispensabile per la relativa applicazione. La legge infatti è modulata su un rapporto di lavoro connotato dall’attualità delle rispettive obbligazioni a carico delle parti, reso palese dal riferimento al diritto del lavoratore di assentarsi per tutto il periodo corrispondente alla durata delle operazioni elettorali, dal fatto che i giorni di assenza sono considerati a tutti gli effetti giorni di attività lavorativa, dalla previsione del diritto al pagamento di specifiche quote retributive in aggiunta alla ordinaria retribuzione in alternativa a riposi compensativi per i giorni festivi o non lavorativi eventualmente compresi nel periodo di svolgimento delle operazioni elettorali.
Tale disciplina si applica anche nell’ipotesi in cui il lavoratore impegnato nello svolgimento di funzioni elettorali si trovi in cassa integrazione e cioè in una situazione nella quale le reciproche obbligazioni principali a carico delle parti del rapporto di lavoro, costituite dalla prestazione dell’attività di lavoro e dalla corresponsione della retribuzione, sono sospese.





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