INPS: Rilascio del servizio “Consultazione Info Previdenziali”




L’INPS mette a disposizione dei lavoratori il nuovo servizio “CIP” (Consultazione Info Previdenziali), disponibile sul sito web istituzionale e sull’APP “INPS mobile”.


I lavoratori dipendenti del settore privato non agricolo – tramite il servizio “CIP” – potranno accedere in modo semplice a una serie di informazioni relative alla propria retribuzione imponibile dal punto di vista contributivo, ad alcuni elementi che possono incidere sulle future prestazioni, nonché ai conguagli operati dal datore di lavoro in occasione delle denunce Uniemens.
Il servizio “CIP” garantisce, quindi, da un lato la tutela dei diritti sociali dei lavoratori, dall’altro, la promozione della partecipazione di questi ultimi al processo di controllo sul comportamento delle imprese. La tempestività dell’informazione consentirà loro di poter eventualmente rilevare difformità tra il rapporto instaurato con il datore di lavoro e la situazione che quest’ultimo denuncia all’INPS, agendo prontamente, se del caso, per ripristinare la correttezza delle informazioni in possesso dell’Istituto. In questo senso la compliance viene stimolata coinvolgendo gli altri soggetti cointeressati al rispetto degli obblighi contributivi e fiscali, vale a dire le imprese virtuose e i lavoratori. Ad un più elevato grado di accessibilità delle informazioni per i lavoratori in questione, si attende un corrispondente aumento della loro reattività e collaborazione nei confronti dell’Istituto.
Il servizio “CIP” è rivolto ai lavoratori dipendenti del settore privato non agricolo e consente di visualizzare, all’interno del periodo selezionato, una serie di informazioni ulteriori rispetto a quelle presenti in estratto conto.
Accedendo con il proprio PIN sull’apposita sezione del sito web o dell’APP “INPS mobile”, ciascun lavoratore potrà verificare, per ogni mese e per ogni datore di lavoro, i seguenti dati: la denominazione del datore di lavoro; la categoria di inquadramento contrattuale del lavoratore e la tipologia del rapporto di lavoro; la retribuzione imponibile a fini previdenziali, con evidenza dell’eventuale imponibile eccedente il massimale; la presenza e l’ammontare di conguagli effettuati per assegni al nucleo familiare, distinti in arretrati e correnti; la presenza di conguagli effettuati per permessi e congedi a tutela della maternità e della paternità che danno titolo ad accredito figurativo; la presenza di conguagli effettuati per periodi di malattia che danno titolo ad accredito figurativo.
La ricerca può essere effettuata per un periodo massimo di diciotto mesi, ricompreso fra il periodo di paga gennaio 2010 e il secondo mese antecedente alla data della ricerca medesima.
Le informazioni disponibili possono essere esportate in formato Pdf ed Excel, ma non hanno valore certificativo e potrebbero non coincidere con quelle presenti in estratto conto, in quanto l’inserimento della contribuzione in estratto avviene solo a seguito di controlli da parte dell’Istituto (cfr. Messaggio n. 2970/2019).





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