Decreto Tutela lavoro: le altre modifiche approvate in Senato




Dopo la fiducia del Senato all’emendamento interamente sostitutivo del ddl di conversione del decreto-legge 3 settembre 2019, n. 101, recante disposizioni urgenti per la tutela del lavoro e per la risoluzione di crisi aziendali, il testo è all’esame della Camera. Oltre alle, già esaminate, modifiche apportare in materia di cd. gig working e riders, consideriamo di seguito gli interventi più rilevanti approvati in Senato.


L’articolo 3-bis, introdotto nel corso dell’esame al Senato, ha disposto che le comunicazioni obbligatorie relative alle assunzioni, trasformazioni e cessazioni dei rapporti di lavoro da parte dei datori di lavoro debbano essere inoltrate per via telematica al Ministero del lavoro, in luogo dell’ANPAL, come attualmente previsto.


In materia di LSU, il decreto legge ha disposto il rinvio, dal 31 ottobre al 31 dicembre 2019, del limite temporale per le possibili proroghe, da parte di enti territoriali e di enti pubblici, delle convenzioni e dei contratti a tempo determinato, relativi ai lavoratori socialmente utilio impegnati in attività di pubblica utilità, nelle more del completamento delle procedure di assunzione a tempo indeterminato. In Senato è stato ampliato l’ambito delle pubbliche amministrazioni che possono ricorrere alle suddette procedure di assunzione.


Al fine di salvaguardare i livelli occupazionali e garantire sostegno al reddito dei lavoratori coinvolti, il provvedimento reca altresì disposizioni per fare fronte ad alcune importanti crisi industriali in corso nel Paese.
L’articolo 11 autorizza il Ministero del lavoro a concedere, sulla base di un accordo governativo tra l’impresa e le organizzazioni sindacali dei lavoratori, nel limite di 10 milioni di euro per l’anno 2019 e di 6,9 milioni di euro per l’anno 2020, l’esonero dal versamento del contributo addizionale dovuto in caso di ricorso al trattamento di integrazione salariale alle imprese operanti nel settore della fabbricazione di elettrodomestici, che occupano più di quattromila lavoratori, hanno unità produttive nel territorio nazionale, di cui almeno una in un’area di crisi industriale complessa, e hanno stipulato un contratto di solidarietà finalizzato al mantenimento della produzione esistente con la stabilità dei livelli occupazionali tramite la riduzione concordata dell’orario di lavoro, avviata nel 2019, per almeno 15 mesi. Nel corso dell’esame al Senato è stata aggiunta l’attività del personale addetto agli impianti di trasporto a fune, destinati ad attività sportive in località sciistiche e montane, e alla gestione delle piste da sci nell’elenco delle attività stagionali per cui è previsto l’esonero dal versamento del contributo addizionale per i rapporti di lavoro subordinato non a tempo indeterminato.
L’articolo 11-bis, introdotto all’esame del Senato, concerne il finanziamento dei trattamenti di mobilità in deroga concessi, per un limite massimo di 12 mesi, ai lavoratori che abbiano cessato il trattamento di integrazione salariale in deroga nel periodo 1° dicembre 2017/31 dicembre 2018 e che non abbiano diritto alla fruizione della NASpI. In particolare, si sostituisce il riferimento all’impiego di eventuali risorse residue delle regioni o delle province autonome con la possibilità per le stesse di utilizzare le risorse già assegnate ai sensi dell’art. 44, c. 6-bis, del D.Lgs. 148/2015.
L’articolo 11-ter, introdotto anch’esso nel corso dell’esame al Senato riconosce l’indennizzo per cessazione di attività commerciale anche ai soggetti che – nel periodo compreso tra il 1º gennaio 2017 e il 31 dicembre 2018 – risultavano in possesso dei requisiti previsti per la concessione del beneficio dalla norma istitutiva.
E’ stato soppresso, invece, l’articolo 14 che interveniva sulla disposizione che esclude la responsabilità penale e amministrativa del commissario straordinario, dell’affittuario o acquirente (e dei soggetti da questi delegati) dell’ILVA di Taranto in relazione alle condotte poste in essere in attuazione del Piano ambientale.





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