Accesso al CPB anche per chi è uscito dal forfettario nel corso del 2024

L’Agenzia delle Entrate ha recentemente fornito un punto di vista fondamentale riguardo al concordato preventivo biennale (CPB), come riportato nel D.lgs. n. 13 del 2024, attraverso la risposta all’interpello n. 248 del 6 dicembre 2024. Il concordato preventivo biennale è un accordo che permette ad un debitore di ottenere un periodo di due anni per ripianare i propri debiti, offrendo così un certo livello di protezione per i creditori.

Il punto principale della risposta offerta dall’Agenzia delle Entrate riguarda la possibilità che un soggetto, in regime ordinario nel 2023 e in regime forfettario nel 2024, possa aderire al concordato preventivo biennale, pur essendo stato estromesso dal regime forfettario nello stesso anno. Il regime forfettario è un tipo di tassazione semplificata per i contribuenti che svolgono attività professionali o d’impresa, caratterizzato da aliquote fiscali ridotte e da una riduzione delle obbligazioni contabili e fiscali.

La risposta dell’Agenzia delle Entrate fornisce dunque un importante pista interpretativa, che potrebbe interessare numerosi professionisti e imprenditori. Ad esempio, persone e società che nel 2023 erano in regime ordinario e nel 2024 sono state assoggettate al regime forfettario, ma ne sono state escluse nel corso dell’anno, avrebbero ora la possibilità di usufruire del concordato preventivo biennale.

Ciò significa che, almeno per quanto riguarda l’interpretazione fornita dall’Agenzia delle Entrate, il passaggio al regime forfettario -e l’eventuale successiva esclusione da esso- non impedirebbe l’accesso al concordato preventivo biennale. Questo potrebbe rappresentare una speranza per quei contribuenti pieni di debiti e esclusi dal regime forfettario, che vedono nel concordato preventivo biennale la chance di ottenere un periodo di tempo per poter ripianare i loro debiti.

Tuttavia, bisogna sottolineare che si tratta solo di un chiarimento interpretativo e che dunque può essere suscettibile di contestazioni. Pertanto, per tutti coloro che si trovano in questa situazione, è consigliabile consultare un professionista che possa fornire una guidanza e un consiglio adeguati.

In conclusione, l’Agenzia delle Entrate ha aperto le porte alla possibilità di aderire al concordato preventivo biennale per quei soggetti che, pur essendo transitati dal regime forfettario, ne sono stati successivamente estromessi. Questo chiarimento interpretativo potrebbe rappresentare una nota di speranza per diversi professionisti e imprenditori pieni di debiti, ma dovrà essere valutato attentamente alla luce della situazione specifica del singolo contribuente.

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