Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha presentato il Piano Italia per la Moda con il quale si intende consolidare la filiera di produzione, supportare gli investimenti nel settore, fornire strumenti per affrontare la carenza di liquidità e combattere le violazioni del diritto di proprietà industriale. Questo è un piano strategico volto a sostenere il settore della moda in Italia.
Il ministro ha sottolineato l’obiettivo di unire le forze per affrontare le sfide del settore attraverso interventi mirati e l’implementazione di misure e risorse per superare l’attuale crisi. Questo piano ambisce a fornire soluzioni strutturali al settore della moda, promuovendo la transizione verso la sostenibilità, incentivando le aggregazioni orizzontali e verticali e rafforzando la lotta alla contraffazione. Urso si è espresso in favore di una maggiore consolidazione del Sistema Italia, valorizzando il patrimonio italiano di eccellenza, qualità e creatività.
Il Piano Italia mira a contrastare l’attuale declino del settore a causa della contrazione del mercato del lusso in Cina e dell’incertezza legata alle politiche commerciali degli Stati Uniti. Curare le difficoltà strutturali che affliggono il comparto è un altro obiettivo del piano.
Le misure proposte includono l’identificazione di soluzioni per far fronte alla crisi di liquidità, utilizzando strumenti come i Basket bond, il fondo di Garanzia e i meccanismi rotativi. Per sostenere gli investimenti verranno destinati al settore circa 250 milioni di euro nel 2025, mentre i 15 milioni già previsti dalla legge verranno utilizzati per promuovere la transizione ecologica e digitale delle imprese della moda.
Inoltre, il Ministero sta cercando di risolvere il problema del credito ricerca e sviluppo, riaprendo i termini per la procedura di riversamento, un’iniziativa con un budget total di 250 milioni di euro.
Per affrontare l’elevata frammentazione del settore, il Piano Italia mira a unire gli operatori lungo l’intera filiera, coinvolgendo anche le autorità pubbliche, attraverso processi di integrazione verticale tra i grandi marchi e la filiera, e processi di crescita dimensionale delle imprese.
Infine, si sta lavorando alla definizione di un “Protocollo anti-contraffazione e legalità”, al fine di combattere le violazioni del diritto di proprietà industriale e promuovere la legalità nel settore della moda.

