La Corte di Cassazione, tramite l’ordinanza n.19288/2025, ha approvato l’appello di un padre separato che richiedeva una diminuzione dell’assegno di mantenimento per la sua figlia adulta non autosufficiente. Il padre era obbligato a pagare un contributo mensile di 600 euro, cifra che considerava non proporzionale rispetto al suo reddito di 1.400 euro e al mutuo di 700 euro che sosteniva. Nel suo giudizio, la Corte ha ritenuto valida la richiesta dell’uomo, tenendo in considerazione la solida situazione economica dell’ex moglie. L’ammontare dell’assegno è stato quindi abbassato a 300 euro, in linea col principio di proporzionalità delineato dall’art. 337 ter c.c. La questione è stata rimessa alla Corte d’Appello di Bologna per ulteriori approfondimenti. La decisione della Corte di Cassazione stabilisce un importante precedente sulla regolamentazione degli assegni di mantenimento in caso di separazione o divorzio, dando rilevanza al reddito e alla situazione economica complessiva dei genitori e non solo a quelli del genitore obbligato al pagamento.

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