Il progetto di legge attualmente sotto esame al Senato prevede l’introduzione di misure destinate a contrastare lo spopolamento nelle aree montane con meno di 5.000 abitanti. Questo si traduce in termini concreti in sgravi contributivi che variano dal 100% al 20% dei contributi INPS dal 2026 al 2030, a beneficio dei datori di lavoro che assumono lavoratori sotto i 41 anni con contratti a tempo indeterminato, residenti stabilmente e operanti in modalità agile nei piccoli comuni montani, come indicato nell’articolo 26 del suddetto disegno di legge.
Inoltre, l’articolo 29 introduce un ulteriore incentivo economico di una tantum, rivolto a quegli individui che danno alla luce o adottano bambini iscritti al registro anagrafico dei medesimi comuni montani. Questa misura punta a incentivare la natalità e il reinsediamento in queste specifiche aree geografiche.
Il progetto di legge si rivela quindi un tentativo legislativo di combattere il persistente problema dello spopolamento nei piccoli comuni montani, incoraggiando al contempo lo sviluppo economico e la crescita demografica attraverso benefici fiscali e incentivi per l’assunzione di giovani lavoratori e la creazione di nuove famiglie.
Pertanto, la promulgazione di questa legge potrebbe rappresentare un passo significativo verso una maggiore preservazione delle comunità montane italiane, contrastando efficacemente i trend di spopolamento e favorendo un rinnovato dinamismo socio-economico.

