Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ha aggiornato le disposizioni relative alle agevolazioni previste dalla Legge n. 181/1989 per promuovere investimenti nella riqualificazione delle aree di crisi industriali. La circolare del 5 settembre 2025 sostituisce la precedente del 16 giugno 2022 e fornisce indicazioni dettagliate sui requisiti e sulle modalità di accesso alle agevolazioni, sulla presentazione delle domande e sull’attuazione degli interventi.
Le nuove norme si applicano alle domande presentate dopo il 5 settembre 2025 e sono rivolte a imprese costituite come società di capitali, comprensive di cooperative, che rispettino determinati requisiti legali. Tali requisiti includono, tra l’altro, la regolarità nell’iscrizione al Registro delle Imprese, l’assenza di situazioni di difficoltà secondo il Regolamento GBER, e la conformità a normative di diverso tipo (edilizie, ambientali, ecc.). È previsto anche un limite temporale per la delocalizzazione delle unità produttive negli anni precedenti e successivi all’investimento.
Le reti d’impresa sono ammesse a condizione di creare una collaborazione reale e coerente, con un numero di imprese compreso tra tre e sei. Tuttavia, le aziende con legali rappresentanti condannati per reati specifici sono escluse dalle agevolazioni.
I programmi di investimento ammissibili comprendono sia quelli produttivi che quelli per la tutela ambientale. È possibile finanziare progetti complementari come innovazione e formazione, con specifiche limitazioni. I programmi produttivi devono mirare alla realizzazione di nuove unità, all’ampliamento o alla riqualificazione di esistenti mentre gli investimenti per la tutela ambientale hanno obiettivi come l’efficienza energetica e la salvaguardia della biodiversità.
Ogni programma d’investimento deve coprire spese minime, come l’acquisto di immobilizzazioni materiali e immateriali, con limiti percentuali sulle varie tipologie di spesa. Le agevolazioni possono assumere forme diverse, come contributi a fondo perduto o finanziamenti agevolati; la combinazione di queste forme non può superare il 75% delle spese ammissibili.
Le domande per le agevolazioni vengono esaminate in ordine cronologico attraverso una procedura valutativa. Per presentarle, gli imprenditori devono compilare online, firmare digitalmente, e allegare la documentazione necessaria, come il piano d’impresa e la relazione tecnica asseverata. Quest’ultima deve garantire la conformità dei progetti e la coerenza dei costi e dei tempi di realizzazione.
In caso di esito positivo, viene concessa l’agevolazione, con specificazione delle spese ammissibili e obblighi per i beneficiari. I pagamenti avvengono su presentazione di stati di avanzamento lavori, limitati a cinque richieste, e può essere richiesta un’anticipazione del 25% sotto forma di fideiussione. Le agevolazioni non possono essere cumulate con altre forme di aiuto pubblico.
Infine, nel caso di violazioni delle condizioni stabilite, è prevista la revoca delle agevolazioni, con obbligo di restituzione dei fondi erogati maggiorati di interessi e sanzioni.
Questo nuovo quadro normativo intende facilitare gli investimenti nelle aree di crisi, promuovendo lo sviluppo sostenibile e la creazione di posti di lavoro.

