Bonus Arte: Chiarimenti dall’Agenzia delle Entrate

L’Art bonus è un credito d’imposta per le erogazioni effettuate da privati e enti non commerciali in favore di interventi nel settore culturale e dello spettacolo. Ai fini della sua ammissibilità, le erogazioni devono riguardare attività di spettacolo riconducibili alle categorie del D.M. 27 luglio 2017, e vari chiarimenti normativi indicano che non è necessaria l’effettiva percezione dei contributi del FNSV (Fondo Nazionale per lo Spettacolo) per accedere al beneficio.

Il decreto legge 31 maggio 2014, n. 83, convertito dalla legge 29 luglio 2014, n. 106, dispone che il credito d’imposta è pari al 65% delle donazioni in denaro destinate al restauro e manutenzione di beni culturali pubblici, al sostegno di istituzioni culturali pubbliche, fondazioni lirico-sinfoniche, teatri e centri di produzione teatrale e di danza. Tale credito può essere usufruito in tre rate annuali, con limiti specifici per le persone fisiche e le aziende. È inoltre riconosciuto per le erogazioni destinate a soggetti che gestiscono beni oggetto di intervento.

Le erogazioni ammissibili includono il sostegno a istituti culturali, la realizzazione e il restauro di strutture pubbliche senza scopo di lucro, e interventi di protezione e manutenzione di beni culturali. Sono ammissibili anche le spese per la progettazione delle opere.

Per applicare l’Art bonus alle erogazioni che sostengono attività specifiche, è necessario il parere del Ministero della cultura. In un caso esaminato, il Ministero ha confermato che un’Associazione è stata autorizzata a ricevere il contributo per il settore “centri di produzione” dal 2022 al 2024 e per il triennio successivo. Questo riconoscimento è stato esteso a specifiche attività musicali e festival.

Riguardo all’applicazione del credito d’imposta, l’Agenzia delle entrate chiarisce che le attività ammissibili devono comunque rispettare le categorie previste dalla normativa. Un decreto ministeriale del 23 dicembre 2024 ha sostituito le disposizioni precedenti, confermando che la nuova normativa si applica retroattivamente. Pertanto, le associazioni che dimostrano una continua attività nel settore possono beneficiare dell’Art bonus.

In sintesi, per ottenere il credito d’imposta, le erogazioni liberali devono essere destinate a enti che svolgono in modo strutturato e continuativo attività nello spettacolo, nel rispetto delle normative vigenti. Questo meccanismo mira a sostenere e incentivare gli investimenti nel patrimonio culturale e nelle iniziative artistiche, favorendo una maggiore partecipazione della società civile al finanziamento dei beni culturali.

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