Il Dipartimento di Medicina, Epidemiologia, Igiene del Lavoro e Ambientale (DIMEILA) dell’INAIL ha pubblicato una scheda informativa sul burnout o “sindrome da esaurimento professionale”. La scheda analizza le cause e gli impatti di questa sindrome, suggerendo strumenti di valutazione e strategie di prevenzione.
I motivi principali del burnout includono un carico di lavoro eccessivo, mancanza di supporto, scarso controllo, una leadership debole e conflitti interpersonali. Questi fattori possono portare ad assenteismo, riduzione delle prestazioni e un aumento del turnover.
La scheda rientra nei parametri del D.Lgs. n. 81/2008 secondo il quale i datori di lavoro sono obbligati a valutare i rischi psicosociali che potrebbero causare stress lavoro-correlato. La prevenzione del burnout dovrebbe essere uno sforzo integrato che comprende: 1) prevenzione primaria, che si concentra sulle cause organizzative dello stress; 2) prevenzione secondaria, volta a migliorare le risorse individuali attraverso la formazione, il supporto psicologico e lo sviluppo di strategie di gestione dello stress; 3) prevenzione terziaria, che affronta i casi esistenti attraverso programmi di cura e riabilitazione.
Per valutare il burnout, ci sono vari strumenti come il Maslach Burnout Inventory (MBI), l’Oldenburg Burnout Inventory (OLBI) e il Copenhagen Burnout Inventory (CBI). Questi strumenti aiutano a identificare rapidamente le situazioni critiche e a sviluppare piani di intervento mirati.
Le organizzazioni giocano un ruolo cruciale nella prevenzione del burnout. Non si tratta solo della responsabilità dell’individuo, ma richiede ambienti di lavoro sostenibili, politiche per il benessere fisico e psicologico, formazione per i manager e spazi per l’ascolto. Un’efficace valutazione dei rischi, abbinata a strategie di prevenzione partecipative e multidisciplinari, è l’approccio più efficace per affrontare il problema del burnout, che altrimenti rischia di diventare strutturale.

