Gli acconti 2025 saltati il 1° dicembre: cosa era dovuto e come regolarizzarsi

Il 1 dicembre 2025 ha segnato una data importante per le scadenze fiscali in Italia. Questo includeva i secondi o unici acconti IRPEF, IRES, IRAP, imposte sostitutive come le tariffe forfettarie e i regimi agevolati, la cedolare secca e i contributi previdenziali da versare con il modulo F24. Era anche il giorno di scadenza per la LIPE del terzo trimestre del 2025, con una sanzione separata per l’omissione o ritardo nel pagamento, la rivalutazione dei terreni e delle partecipazioni prevista nella Legge di Bilancio del 2025 (con l’imposta sostitutiva del 18% richiedente una perizia giurata), e l’imposta di bollo sulle fatture elettroniche del terzo trimestre, che spesso si accumula a causa del limite di 5.000 euro.

Per coloro che hanno mancato la scadenza, è fondamentale verificare cosa manca e attivare il ravvedimento operoso. La sanzione di base per i pagamenti omessi o tardivi è del 25%, che si riduce al 12,5% se il pagamento viene effettuato entro 90 giorni. Entro 15 giorni, la sanzione è proporzionata giornalmente. Con il ravvedimento operoso, si pagano le imposte, gli interessi e le sanzioni ridotte. Le regole specifiche si applicano all’INPS.

Un ulteriore passaggio del codice si riferisce a un blocco di codice JavaScript per l’integrazione con Facebook. Questo script consente al sito di connettersi con l’API di Facebook e viene generalmente utilizzato per implementare funzionalità come la condivisione su Facebook o il pulsante “Mi piace”.

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