Nell’interpello n. 302, datato 4 dicembre, l’Agenzia delle Entrate stabilisce che i rimborsi spese assegnati ai dipendenti per viaggi in taxi fatti in Italia e pagati in contanti contribuiscono alla formazione del reddito di lavoro dipendente. Questo caso riguarda un Ministero che ha dovuto rimborsare una dipendente per tre missioni, svolte sia in territorio italiano che estero, includendo corse in taxi in suolo italiano pagate in contanti. L’Agenzia fa riferimento all’articolo 51 del TUIR e al principio di onnicomprensività, che stabiliscono che tutti i soldi ricevuti in relazione al rapporto di lavoro siano imponibili, eccetto nel caso ci siano deroghe specifiche. La stessa norma, al comma 5, prevede però l’esclusione dai rimborsi delle spese per vitto, alloggio, viaggio e trasporto (che include anche i taxi), ma soltanto se questi sono pagati con metodi tracciabili, come bonifici o versamenti. Se non esiste tracciabilità, l’amministrazione deve applicare una ritenuta con aliquota aumentata. Scritto da Lucia Giampà.

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