L’Agenzia delle Entrate ha rilasciato un’interpello riguardante l’applicazione del nuovo regime agevolativo per i lavoratori impatriati, in particolare per un contribuente che ha iniziato a lavorare in Italia per una società estera. L’Istante, laureato in ingegneria gestionale e informatica, si era trasferito nel Regno Unito nel dicembre 2020, dove ha lavorato per aziende inglesi ed è stato iscritto all’AIRE nel settembre 2021. Nel settembre 2025, è tornato in Italia con l’intenzione di stabilirvisi permanentemente e ha avviato un impiego con un contratto italiano (CCNL Commercio) per una società con sede legale a Berlino, da cui può lavorare in remoto.
L’Istante ha chiesto se potesse beneficiare del regime agevolativo e, nel caso in cui la società estera non applicasse le ritenute in busta paga, se sarebbe stato in grado di usufruirne autonomamente nella dichiarazione dei redditi.
L’Agenzia ha confermato che il nuovo regime (articolo 5 D.Lgs. 27 dicembre 2023, n. 209) si applica esclusivamente ai redditi considerati prodotti in Italia. Ha evidenziato che i redditi da lavoro dipendente sono prodotti in Italia se la prestazione è svolta nel territorio nazionale, anche se remunerati da un soggetto estero. È essenziale che chi si trasferisce in Italia continui a lavorare in smart working per un datore di lavoro estero, senza necessità che l’impresa operi sul territorio italiano.
Nel caso specifico dell’Istante, essendo impegnato in smart working per un datore di lavoro estero e diverso dai precedenti, potrà accedere al regime agevolativo a partire dal periodo d’imposta 2026 e per i successivi quattro anni, sempre che soddisfi tutti i requisiti necessari. Qualora la società non possa riconoscere l’agevolazione, l’Istante avrà l’opportunità di richiederla direttamente nella sua dichiarazione dei redditi.
In sintesi, l’Agenzia delle Entrate tramite la risposta all’interpello ha chiarito che i lavoratori che si trasferiscono in Italia e continuano a operare per aziende estere possono beneficiare del regime fiscale favorevole, rafforzando in questo modo l’attrattività dell’Italia per professionisti qualificati provenienti dall’estero.

