Il decreto fiscale 2026 abolisce l’ostacolo che negava alle aziende in concordato preventivo biennale la possibilità di beneficiare dell’iper-ammortamento. Questa modifica amplia le correzioni ammesse al reddito concordato, incorporando anche la variazione in diminuzione legata agli investimenti incentivati.
L’articolo esamina inoltre le regole tecniche dell’iper-ammortamento, gli asset ammissibili, le condizioni di interconnettività e le percentuali di incremento previste per gli investimenti realizzati tra il 2026 e il 2028. Con l’iper-ammortamento, dunque, le imprese possono beneficiare di un particolare regime di ammortamento che consente ai beni strumentali nuovi di essere ammortizzati al 250% del loro valore. Questo genere di ammortamento viene comunemente definito anche come “iper-ammortamento” o “ammortamento maggiorato”.
Le regole tecniche che disciplinano l’iper-ammortamento prevedono che per poter beneficiare di questa misura di incentivazione bisogna investire in specifici beni strumentali nuovi, che devono essere utilizzati nell’ambito dell’impresa e devono essere interconnessi con il resto dell’attività produttiva.
La lista dei beni ammissibili comprende: macchinari, impianti e attrezzature industriali di natura non mobile; software e sistemi per l’automazione; strumenti per la qualità e la sostenibilità. Sono esclusi i beni non strumentali e i beni usati.
Per quanto riguarda le condizioni di interconnessione, i beni devono essere connessi tra loro in un sistema di network che consente la gestione in remoto, la tracciabilità dei prodotti e del processo produttivo, l’analisi dei dati per l’ottimizzazione dei processi.
Le percentuali di maggiorazione previste per gli investimenti effettuati tra il 2026 e il 2028 variano in base all’anno di investimento. Per gli investimenti realizzati nel 2026, la maggiorazione sarà del 250%; per quelli realizzati nel 2027, del 200%; per quelli del 2028, del 150%.
In conclusione, il decreto fiscale 2026 promuove la modernizzazione e la digitalizzazione industriale favorendo gli investimenti in beni strumentali nuovi e tecnologicamente avanzati, offrendo alle imprese un importante incentivo fiscale.
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