Buoni pasto 2026: regole, esenzioni fiscali e casi pratici da conoscere

I buoni pasto rimangono uno dei metodi di welfare aziendale più utilizzati, grazie ai benefici fiscali e contributivi che offrono sia alle aziende che ai lavoratori. Le regole stabiliscono che c’è un’esenzione fiscale fino a 4 euro per i ticket cartacei e fino a 10 euro per quelli elettronici. Ciò può essere offerto a tutti i dipendenti o a specifiche categorie, e spesso anche a coloro che lavorano da casa. Il diritto ai buoni pasto non dipende dalla durata dell’orario di lavoro e può essere esteso anche ai lavoratori part-time, a seconda di ciò che viene stabilito dai regolamenti aziendali e dai contratti collettivi di lavoro. Tuttavia, normalmente questo beneficio non si accumula durante periodi di assenza dovuti a malattia, maternità, ferie, congedo parentale o cassa integrazione a zero ore. È importante verificare gli accordi aziendali e i contratti collettivi di lavoro per evitare errori e garantire una gestione appropriata del welfare aziendale. Questa funzione serve per integrare l’articolo con i social network.

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