Il contenuto riguarda una seduta del Consiglio dei ministri che si è tenuta il 4 giugno, durante la quale è stato approvato preliminariamente un regolamento che modifica l’organizzazione del lavoro per gli individui sottoposti a pene di prigione. Questa modifica si inserisce nell’ambito di una funzione risocializzante della pena menzionata nell’articolo 27 della Costituzione.
Il regolamento, che verrà adottato con un decreto presidenziale, ha due obiettivi principali. Il primo è di ampliare e diversificare le opportunità di lavoro e formazione professionale offerte ai detenuti. Il secondo obiettivo è di rafforzare il collegamento tra l’amministrazione penitenziaria, il mercato del lavoro esterno e le entità pubbliche, private e del terzo settore coinvolte nell’organizzazione del lavoro in prigione.
Specificamente, il decreto apporterà modifiche in cinque aree distintive. Questi includono la regolamentazione dei corsi di formazione professionale, la promozione attiva delle opportunità di lavoro, la disciplina delle convenzioni per il reinserimento lavorativo dei detenuti, la revisione dell’obbligo di lavoro per i condannati e quelli sottoposti a determinate misure di sicurezza, e l’ampliamento dei modi in cui le attività individuali sono permesse.

