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Verso un contratto tra innovazione e tutele
Si apriranno ufficialmente il prossimo 5 ottobre i negoziati per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro degli Studi e delle Attività Professionali. Il contratto vigente, in scadenza il 15 febbraio 2027, interessa una platea di oltre 341mila lavoratori dipendenti. La piattaforma rivendicativa inviata dalle sigle sindacali intende consolidare il contratto nazionale come perno per governare i cambiamenti tecnologici e sociali, tutelando l’occupazione e valorizzando il lavoro.
Sotto il profilo economico, la richiesta dei Sindacati prevede un aumento di 220,00 euro al 4° livello, da riparametrare proporzionalmente sugli altri livelli contrattuali, affiancato da un meccanismo di adeguamento annuale dei minimi all’inflazione reale. Per garantire la copertura a tutti gli addetti, le organizzazioni sindacali chiedono di rafforzare la contrattazione di secondo livello territoriale e aziendale, prevedendo un elemento economico di garanzia per chi ne rimane privo, unitamente a nuove forme di rappresentanza idonee anche per i piccoli studi. La formazione continua assume una rilevanza centrale e viene proposta come un diritto soggettivo del lavoratore, con un impegno minimo di 40 ore all’anno dedicate allo sviluppo delle competenze.
Un’attenzione specifica è riservata all’impatto della transizione digitale e dell’intelligenza artificiale nei luoghi di lavoro. La proposta intende affidare alla contrattazione la gestione dei nuovi sistemi tecnologici tramite commissioni paritetiche, garantendo trasparenza sugli algoritmi, supervisione umana, formazione in orario di lavoro e una redistribuzione dei guadagni di produttività in termini di salario e riduzione dell’orario. In parallelo, si richiede l’aggiornamento dei profili professionali e delle declaratorie per adeguarsi ai nuovi ruoli legati a gestione dati, privacy, compliance e comunicazione.
La piattaforma sollecita maggiori tutele economiche e quote di stabilizzazione per stage e praticantato, una revisione dell’apprendistato, il potenziamento del diritto di precedenza nei contratti a termine e il miglioramento della disciplina del lavoro agile. Viene inoltre avanzata la richiesta di avviare un confronto tra le parti sul contratto di reimpiego e sul lavoro intermittente.
In tema di conciliazione tra vita privata e professionale, i sindacati propongono di sperimentare la riduzione dell’orario di lavoro a parità di retribuzione, l’introduzione di permessi per l’inserimento dei figli all’asilo e per la cura dei genitori anziani, oltre all’estensione delle tutele per i caregiver e dei congedi parentali, tra cui almeno 10 giorni aggiuntivi di permesso retribuito per i padri. Vengono richieste modifiche alla gestione dello straordinario e la stabilizzazione del lavoro supplementare nel part-time, oltre ad ampie garanzie per il periodo di comporto, con la conservazione del posto fino alla guarigione per infortunio e la copertura salariale al 100% per la malattia tra il 4° e il 20° giorno.
Infine, si propone di incrementare il contributo datoriale alla previdenza complementare Fon.Te. e di potenziare i servizi del welfare contrattuale offerti dalla bilateralità di Ebi.Pro. sul territorio.

