rewrite this title Imprenditoria giovanile e femminile: il MIMIT rifinanzia “ON – Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero” in Italian

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Il Ministero delle imprese e del made in Italy ha disposto, con apposito decreto, il rifinanziamento della misura agevolativa “ON – Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero” (NITO-ON), per sostenere la nascita e lo sviluppo di nuove iniziative imprenditoriali promosse da giovani e donne, operanti nei settori della produzione, dei servizi, del commercio e del turismo (Ministero delle imprese e del made in Italy, comunicato 12 ottobre 2026).
La nuova dotazione finanziaria risponde all’elevato numero di domande presentate nel corso del 2026. Rispetto allo stesso periodo del 2025, le richieste sono aumentate di oltre il 60%, raggiungendo una media di circa 380 domande al mese.
Le risorse aggiuntive provengono dalle disponibilità del Fondo per la crescita sostenibile e, in particolare, dalle giacenze restituite da SIMEST nell’ambito del Fondo rotativo 394/81.
 
La misura, gestita da Invitalia per conto del Ministero, prevede agevolazioni concesse nella forma del finanziamento agevolato, fino a 1,5 milioni di euro per le imprese costituite da meno di 36 mesi e fino a 3 milioni di euro per quelle attive da oltre 36 mesi e fino a 60 mesi.
 
L’incentivo ha l’obiettivo di sostenere, su tutto il territorio nazionale, la creazione e lo sviluppo di micro e piccole imprese a prevalente o totale partecipazione giovanile o femminile.
 
Possono, pertanto, accedere alle agevolazioni:

micro e piccole imprese costituite da non più di 60 mesi alla data di presentazione della domanda;

imprese nelle quali la compagine societaria sia composta, per oltre la metà sia del numero dei soci sia delle quote di partecipazione, da giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni oppure da donne;

persone fisiche che intendono costituire una nuova impresa, purché presentino la documentazione necessaria a comprovare l’avvenuta costituzione entro i termini indicati nella comunicazione di ammissione alle agevolazioni.

Sono ammissibili le iniziative imprenditoriali realizzabili su tutto il territorio nazionale nei seguenti settori:
– produzione di beni, nei comparti dell’industria, dell’artigianato e della trasformazione dei prodotti agricoli;
– fornitura di servizi alle imprese e alle persone, compresi quelli relativi all’innovazione sociale;
– commercio di beni e servizi;
– turismo, comprese le attività turistico-culturali finalizzate alla valorizzazione e alla fruizione del patrimonio culturale, ambientale e paesaggistico, nonché le iniziative dirette a migliorare i servizi di ricettività e accoglienza.
 
La misura si rivolge, pertanto, a una pluralità di attività economiche, purché rientrino nei settori ammessi.
 
L’importo massimo delle spese ammissibili varia in funzione dell’anzianità dell’impresa.
Per le domande presentate successivamente alla pubblicazione dell’avviso, le agevolazioni sono concesse esclusivamente sotto forma di finanziamento agevolato, senza contributo a fondo perduto.
Il rifinanziamento di 59 milioni di euro disposto nel giugno 2026 sostiene la misura, ma, sulla base dell’avviso riportato, non comporta automaticamente la riattivazione del contributo a fondo perduto.
 
Le agevolazioni sono concesse attraverso una procedura valutativa a sportello, secondo quanto previsto dall’articolo 5 del D.Lgs.n. 123/1998.
I termini e le modalità di presentazione delle domande sono disciplinati dalla circolare n. 117378/2021.
La circolare n. 135072/2021 ha successivamente rettificato parzialmente la disciplina, introducendo un nuovo Allegato 1, denominato «Criteri e parametri di valutazione e punteggi», che sostituisce quello precedente e specifica i criteri utilizzati per valutare i piani d’impresa.
 
Le domande devono essere presentate tramite la procedura informatica disponibile sul sito di Invitalia.
 
Le agevolazioni vengono erogate per stati di avanzamento dei lavori (SAL), in un massimo di cinque quote, compresa la quota finale a saldo.
Per favorire la sostenibilità finanziaria dei programmi di investimento, è possibile richiedere l’erogazione di alcune quote anche presentando titoli di spesa non ancora quietanzati, ossia non ancora pagati, entro i limiti previsti:

primo SAL: titoli di spesa non quietanzati entro il limite del 20% delle agevolazioni concesse;

SAL successivi al primo: titoli di spesa non quietanzati entro il limite del 30% delle agevolazioni concesse.

Per ogni quota successiva alla prima, l’impresa deve comunque dimostrare l’effettivo pagamento dei titoli di spesa presentati per ottenere l’erogazione precedente, esibendo le relative quietanze.
In alternativa, le erogazioni possono essere effettuate sulla base di fatture di acquisto non quietanzate, purché vincolate a un contratto di conto corrente previsto dalla convenzione stipulata tra il Ministero, il soggetto gestore e l’Associazione Bancaria Italiana. Tale modalità è finalizzata a garantire il pagamento tempestivo dei fornitori dei beni agevolati.
È inoltre possibile richiedere un’anticipazione fino al 40% dell’importo complessivo delle agevolazioni concesse, previa presentazione di una fideiussione bancaria.
 
Per sostenere ulteriormente le imprese di più recente costituzione, la misura prevede anche l’offerta di servizi di tutoraggio, destinati ad accompagnare le iniziative imprenditoriali nelle fasi iniziali del loro sviluppo. in Italian

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