La rottamazione-quinquies vale anche per le cartelle di Comuni e Regioni: IMU, TARI, bollo auto e multe affidate all’Agenzia delle Entrate-Riscossione tra il 2000 e il 2023. Si pagano solo capitale e spese, senza sanzioni e interessi. La domanda va presentata entro il 15 dicembre 2026.
Quali debiti si possono rottamare
La definizione agevolata riguarda i debiti tributari e non tributari che Regioni ed enti locali hanno affidato all’Agenzia delle Entrate-Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. Per esempio:
- IMU e TARI;
- bollo auto;
- altre entrate dei Comuni;
- multe stradali e altre sanzioni amministrative.
Restano fuori i debiti derivanti da condanne della Corte dei conti.
La condizione decisiva è che l’ente creditore abbia aderito. La rottamazione si applica solo ai debiti verso Regioni e Comuni che hanno approvato l’apposito provvedimento nei termini. L’elenco ufficiale degli enti aderenti è pubblicato dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
Quanto si risparmia
Con l’adesione si pagano soltanto:
- il capitale, cioè l’imposta o il tributo dovuto;
- i rimborsi per le spese delle procedure esecutive e i diritti di notifica.
Non si pagano invece interessi iscritti a ruolo, sanzioni, interessi di mora e aggio.
Attenzione alle multe stradali: per le sanzioni amministrative non tributarie spariscono interessi e aggio, ma la multa vera e propria resta da pagare.
Chi era in una rottamazione precedente
Possono rientrare anche i debiti delle prime tre rottamazioni per cui si è perso il beneficio. Lo stesso vale per quelli della rottamazione-quater e della riammissione, se al 30 settembre 2025 non erano state pagate regolarmente tutte le rate scadute. Chi invece a quella data era in regola con la rottamazione-quater prosegue con il piano in corso.
Prima di decidere: il Prospetto informativo
Sul sito dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione si può chiedere un Prospetto informativo con l’elenco delle cartelle rottamabili e le somme da pagare. Il prospetto non comprende diritti di notifica, spese esecutive e interessi in caso di pagamento a rate. Si richiede in due modi:
- Area riservata (SPID, CIE o CNS): si indica un’e-mail ordinaria, non PEC, ed entro 12 ore arriva il link per scaricare il documento.
- Area pubblica, senza credenziali: si compila il modulo allegando un documento d’identità e si convalida entro 72 ore il link ricevuto via e-mail.
In entrambi i casi il link per scaricare il prospetto vale cinque giorni: poi bisogna rifare la richiesta. Il prospetto serve solo a verificare: non vale come domanda.
Come si presenta la domanda
Dal 16 ottobre 2026 la domanda si presenta sul sito dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
- Dall’area riservata compaiono solo i debiti rottamabili: basta selezionare con un clic quelli da inserire, senza allegare documenti e senza bisogno del prospetto.
- Dall’area pubblica si compila il modulo con i documenti di riconoscimento e un’e-mail ordinaria, indicando le cartelle con almeno un debito ammesso.
Si può anche rottamare un solo debito di una cartella, senza includere gli altri. Professionisti e intermediari possono presentare la domanda per i propri clienti.
Non perdete la ricevuta
La ricevuta della domanda porta la sigla R-DA-2026-ET. Dall’area riservata arriva subito per e-mail. Dall’area pubblica servono tre passaggi: convalida del link entro 72 ore, conferma della presa in carico e infine il link alla ricevuta, che resta valido cinque giorni. Controllate la posta e conservate la ricevuta: se il link scade, la domanda va ripresentata.
Cosa succede dopo la domanda
- L’Agenzia non avvia nuove procedure cautelari o esecutive e non prosegue quelle in corso, salvo che ci sia già stato il primo incanto con esito positivo.
- Fermi amministrativi e ipoteche già iscritti restano: la domanda non li cancella.
- Prescrizione e decadenza dei debiti inseriti sono sospese.
- Le rate di eventuali rateizzazioni in corso sui debiti rottamati sono sospese fino al 31 marzo 2027. Le rate sui debiti esclusi vanno invece pagate regolarmente.
Entro il 28 febbraio 2027 l’Agenzia comunica l’esito, con l’importo totale, le scadenze e i moduli di pagamento.
Come si paga e quando si decade
Si può pagare in un’unica soluzione entro il 31 marzo 2027, oppure in un massimo di 54 rate bimestrali da almeno 100 euro ciascuna. Sulle rate si applicano interessi del 3% annuo dal 1° aprile 2027.
Si perde il beneficio se non si paga, o si paga in parte, l’unica soluzione, due rate anche non consecutive oppure l’ultima rata. La tolleranza di cinque giorni vale solo per l’unica soluzione e per l’ultima rata. In caso di decadenza, quanto versato resta come acconto e i debiti non si possono più rateizzare.
Un dettaglio da conoscere: se si salta una rata intermedia, il pagamento successivo copre la rata rimasta scoperta. Così resta insoluta l’ultima, con il rischio di decadere.
Cosa fare adesso
- Verificate se il vostro Comune o la vostra Regione hanno aderito.
- Controllate nell’area riservata quali cartelle sono rottamabili, o chiedete il Prospetto informativo.
- Valutate la convenienza, tenendo conto di rateizzazioni e contenziosi in corso.
- Presentate la domanda entro il 15 dicembre 2026 e conservate la ricevuta.
Lo studio può verificare le vostre posizioni e presentare la domanda per vostro conto. Chiamate lo 0121 377553 o scrivete a studio@consulentedellavoro.com.